In questo blog voglio raccontare e trasmettere le storie di questi uomini diventati soldati e che oggi a cent’anni di distanza non vengano dimenticati.
Sono storie nella storia di quella che fu la Grande Guerra.
Questi caduti sono morti sul carso, in quei due anni e mezzo di sanguinose battaglie, molti di questi oggi riposano al sacrario di Redipuglia con un nome, ma per la maggior parte questo non è stato possibile. Voglio così onorare la loro memoria con questo mio tributo.

Vorranno dimenticarvi, vorranno che io dimentichi, ma non posso e non lo farò. Questa è la mia promessa a voi a tutti voi.

Vera Brittain

sabato 11 marzo 2017

Tenente SANTINI Tullio



XII° Battaglione Regia Guardia di Finanza

 
Nato a Morbegno il 3 Novembre 1888
Morto a Nova Vas il 20 Agosto 1916 
Sepolto al Sacrario di Redipuglia Gradone 22° Loculo 52






Note Storiche:

Il XII° Battaglione della Guardia di Finanza dal 10 Agosto al 4 Settembre del 1916, partecipa all'avanzata sul Carso sotto l'incessante fuoco nemico
Il giorno 12 Agosto per Ordine del Comandante del Settore di Sinistra, raggiunge la linea di Marcottini con una Battaglione del 76° fanteria.
Il 18 Agosto, formatosi in Reggimento misto col III° Battaglione del 161 Fanteria e con il II° del 76°, raggiunge le linee di Nova Vas ve si rafforza e resiste al persistente e violento fuoco nemico.
Il 4 Settembre, in seguito alle perdite subite passa a Campolongo.
 Il XII° Battaglione nel periodo sopraindicato, apparteneva dal 10 al 18 Agosto 1916 alla 19^ Divisione - Brigata Macerata, dal 18 Agosto passerà  al reggimento misto alle dipendenze della 31^ Divisione XIII° Corpo D'armata.
Nel corso di questo periodoo il XII° Battaglione subirà le seguenti perdite:
Ufficiali Morti 2 feriti 3- Truppa Morti 20 Feiriti 108 - dispersi 1

Vediamo i fatti della giornata del 20 Agosto dove trovò la morte il Tenente Santini colpito da una scheggia di  granata alle ore 21.30 dove gli procurerà una vasta ferita alla regione della carotidea destra. Verrà poi sepolto a Doberdò:
"Tratto dal libro di Giorgio Seccia - Il Carso di Comeno I Combattimenti a Nova vas e sulle quote 208".
 Il 20 agosto nel corso di uno di questi movimenti, eseguiti sempre sotto il tiro dell'artiglieria avversaria, una grossa bomba fa strage dello stato maggiore del 1/123°. Testimone dell'episodio è ancora Armando Lodolini che così lo racconta. «Di sera, verso le venti, si pronuncia un vivo attacco contro il terzo battaglione. Ci giunge l'ordine di portare due nostre compagnie da quella parte. "Vada prima a vedere dove si devono mettere" mi dice Gognetti, "intanto vedremo di racimolare un centinaio di uomini". Io vado. Discuto col maggiore Susanna che mi urla una quantità di disposizioni e di spiegazioni inutili. Torno di corsa. Il nemico ha concentrato per un momento il fuoco di alcuni grossi calibri e di bombarde sul mio fronte. La prima compagnia, già a plotoni affiancati sul rovescio della quota, pronta per muoversi, mi pare distrutta. Il furiere Capuzzo, inebetito, mi fa un elenco di morti: il tenente Ferri, il tenente Tommasini... Al buio, brancolo tra i cadaveri, ritrovo la linea. Questo è il posto di comando del battaglione "Maggiore Gognetti!". Urto in un morto: il mio attendente Zuanazzi; un altro: il sergente Luigi Stoppa, l'eroe garibaldino, per me; un altro: il povero caporale-tromba; un altro, un altro, un altro, alla rinfusa. Undici: tutto lo stato maggiore del battaglione e i portaordini inviati dalle compagnie, come si usa a ogni movimento. "Maggiore Gognetti!". Lo trovo, finalmente, sotto un cumulo di pietre e di legnami, è vivo, ma è finita: ha il ventre squarciato. Mi riconosce, mi stringe la mano, e s'irrigidisce senza parlare». Oltre al maggiore Carlo Gognetti, comandante del I/123°, restano uccisi i tenenti Ferrero Ferri e Mario Novelli; la truppa ha cinque morti fra cui Angelo Zuanazzi e il sergente Luigi Stoppa e trenta feriti. 


Mappa con la dislocazione dei reparti del XIII° Corpo d'Armata al mattino del 20 Agosto 1916
il XII° battaglione si trovava nele posizioni di quota 208 Nord:



 



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