In questo blog voglio raccontare e trasmettere le storie di questi uomini diventati soldati e che oggi a cent’anni di distanza non vengano dimenticati.
Sono storie nella storia di quella che fu la Grande Guerra.
Questi caduti sono morti sul carso, in quei due anni e mezzo di sanguinose battaglie, molti di questi oggi riposano al sacrario di Redipuglia con un nome, ma per la maggior parte questo non è stato possibile. Voglio così onorare la loro memoria con questo mio tributo.

Vorranno dimenticarvi, vorranno che io dimentichi, ma non posso e non lo farò. Questa è la mia promessa a voi a tutti voi.

Vera Brittain

lunedì 16 gennaio 2017

Soldato ALLOCCO Francesco




63° Fanteria Brigata Cagliari

Nato a Marene (CN) l'8 Marzo 1895
Morto Quota 111  il 20 Luglio 1915
Sepolto-----




Note Storiche:

20 Luglio 1915, il 63° fanteria della Brigata Cagliari si trova a fronteggiare le posizioni di Quota 112-111 la Brigata è elle dipendenze della 20^ Divisione, la II^ battaglia dell'Isonzo è iniziata da due giorni, il soldato Allocco era in forza alla 5^ Compagnia II° battaglione, seguiremo le vicende di questa giornata di questo reparto.
Alle ore 4.10 veniva Comunicato dal Comando di Brigata al Comandi del 63° che i corpi riferiscono se sono stati aperti i passaggi nei reticolati o se sono in grado di farli facilmente in modo da poter avanzare appena ne verrà dato l'ordine.
Alle 4.35 con un successivo fonogramma si comunicava che a senso di equivoci confermo che, mentre tutto dovrà essere come predisposto, l'avanzata dovrà avvenire non appena ne sarà dato l'ordine del Comandante di Divisione. 
Il Reggimento alle 4.30 intanto comunicava: le novità  durante la notte erano che la truppa sta consumando il rancio calco. (l'ultimo di Allocco). D'innanzi al reticolato del 63° vi erano due brecce. E' necessario che il gruppo Pironi apra il fuoco da quota 92 contro trincee nemiche, subito dopo il Reggimento attaccherà e mi auguro con risultato efficace.
Tutta la notte ha continuato il fuoco di fianco al trincerone occupato parzialmente  dal 39° fanteria.
Alle 6.25, il Comando del II° Battaglione, al quale il Comandante del Reggimento aveva notificato le comunicazioni avute dal S.Tenente Benvenuti riferiva quanto segue: << Non metto in dubbio l'occupazione del trincerone per parte del 39° e 47° che da dove sono l'osserviamo, ma il fuoco d'infilata persiste, tanto che questo ha causato due feriti.
In questo momento è giunto un  Tenente  d'Artiglieria per vedere le trincee di quota 111 che dovrà battere e mi ha detto che poi andrà al 64° e che finalmente aprirà il fuoco.
Da esplorazioni fatte fare sul fronte fin contro quota 11, i trinceramenti sono occupati fortemente>>.
Gli obbiettivi da raggiungere nell'attacco comunicati dal Comando di Divisione alla Brigata Cagliari erano: quote 100-118-111 fino a quota 142. 
Alle ore 9.05 il Comando del II° Battaglione comunica al Comando quanto segue: << In questo momento l'artiglieria medio calibro ha iniziato il tiro contro i reticolati, avvertire che esso è corto e un po spostato a destra. Tira quasi sulle nostre vedette>>
Alle  9.20 lo stesso Battaglione riferiva che il collocamento dei tubi è fallito poiché sul ciglio dei reticolati era distesa una densa catena di nemici, che ha accolto i collocatori con vivo fuoco. 
Alle 10.40 il Comando del II° Battaglione comunica che il tiro dell'artiglieria di medio calibro, continua ad essere sempre corto e batte sulle nostre vedette avanzate, Decorre che sia allungato di 100 metri. Mentre quello delle batterie da campagna è giusto.
Nel frattempo alle ore 10.50 si ha notizia che il 39° fanteria occupa sempre le posizioni di questa mattina dove si è rafforzato. Il nemico continua a molestare dalle trincee retrostanti dove si è rifugiato. Il Comando del 39° aspetta l'ordine per avanzare.
Ma il Comando del 64° ha fatto le seguenti comunicazioni: << Davanti a noi esiste un reticolato che impedisce l'avanzata (circa 200 metri avanti). I militari del genio ieri sera abbandonarono i tubi di gelatina, poiché oggetti a  intenso fuoco nemico. Chiunque si affaccia sul ciglio della posizione è colpito.
La nostra posizione non solo è di difficile mantenimento, ma non ci permette l'avanzata.>>
Alle ore 11.25 viene inviato al Comando del 63° Fanteria il seguente fonogramma:
- L' artiglierie di medio calibro dovranno aprire il fuoco sull'estrimicità destra del trincerone e lo continueranno fino alle ore 13.-
Alle ore 13 i battaglioni di 1^ linea dovranno avanzare senz'altro sui loro obbiettivi.
Alla stessa ora la 14^ Divisione avanzerà sul Monte Sei Busi e la 19^ sui suoi obbiettivi.
Alle ore 12 due plotoni della 8^ Compagnia del II° Battaglione comandati da Ufficiali, sono già sul fronte di quota 111 con gli esploratori per scegliere il punto dove proteggere i collocatori di tubi esplosivi ed inviare dove è più conveniente fare l'apertura sui reticolati.
Intanto alle ore 13.10 il Comandante del 63° Fanteria (Col. Simoncelli) inviava al Comando del II° Battaglione il seguente ordine: << Non faccia assolutamente retrocedere alcuno, avanzi ad ogni costo>>. Il Comando d'Armata aveva ordinati che l'attacco della Brigata avvenga con tutta l'energia di cui è capace. Avanzi a qualunque costo con linee sottili, successive finché il battaglione arrivi alla baionetta sulle trincee.
Codesto Battaglione avanzi decisamente, risolutamente, il IV^ Battaglione segue immediatamente in rincalzo.
(Come si è capito quindi , il Battaglione del Soldato Allocco sarà quello che per primo andrà all'assalto in condizioni di difficoltà estrema, con il reticolato nemico pressoché intanto, con i tiri d'infilata proveniente dai fianchi).
Il II° battaglione intanto era giunto con la prima linea formata dalla 5^ e 8^ compagnia a circa 120 metri dai reticolati nemici. Tale prima linea si era arrestata in una leggera depressione, precedente un ciglio da cui mediante uno spalto affatto scoperto è battuto frontalmente e d'infilata a destra e a sinistra dal fuoco nemico si accede ai trinceramenti di quota 111.
La 6^ e 7^ compagnia in 2^ linea si trovano a pochi metri di distanza dalla 6^ e 8^ a loro immediato rincalzo. Tale formazione viene adottata per potere abbracciare il fronte del reticolato di quota 111.
Nel frattempo il Comando di Brigata chiedeva se l'attacco aveva avuto l'impulso voluto, cosa che avvenne.
Le compagnie attendevano ancora che i collocatori di tubi esplodenti compiano l'opera loro per poter procedere all'avanzata e quindi all'assalto, alle ore 15 il Comandante della Brigata Cagliari inviava la seguente comunicazione:<<Malgrado le assicurazioni ricevute non si vede ancora dopo oltre un'ora che venne ricevuto l'ordine alcun reale impulso nell'avanzata del Reggimento mano qualche pattuglia. I Comandanti si mettano alla testa dei rispettivi reparti e diano quell'impulso che evidentemente manca. Si deve avanzare a qualunque costo per gli ordini perentori e assoluti dei Comandanti superiori- Ne va del buon nome della Brigata>>.
Alle ore 15.15 lo stesso Comandante di Brigata telefona al Comando del 63°:
<< A scarso di ogni equivoco le ripeto l'ordine verbale portatole dal S. Tenente Sig. Demitry di prendere il Comando del Reggimento e di avanzare con l'intero Reggimento sull'obbiettivo assegnatole a scaglioni successivi continuamente susseguitesi a brevissimi intervalli in modo che l'attacco riesca a qualunque costo. Assicuri immediatamente>>
Alle ore 15.30 il Comandante del II° Battaglione avvisa il Comandante del Reggimento che i collocatori di tubi e i plotoni di scorta non hanno potuto assolvere il loro compito per il fuoco violento ed efficace del nemico. Inoltre il prelato Comandante soggiunge che il reticolato è intatto e le trincee di quota 111 fortemente occupate dai nemici con tre mitragliatrici bene appostate e blindate.
Alle 15.40 il Comandante del 63° rispondeva al Comandante della Brigata Cagliari :
<< Sono in prima linea col Reggimento reticolati intatti; mia truppa si difende. Occorre fuoco di artiglieria per tagliare i reticolati.>>
Il Comandante di Brigata aderisce alla richiesta, e l'artiglieria di medio calibro comincia nuovamente a battere i reticolati.
Alle 16.10 il Comandante di Reggimento ne da avviso al Comandante del II° Battaglione con la seguente comunicazione:
<< Adesso artiglieria tira sui reticolati. Appena avrà fatto la breccia avanzi a ondate successive, in maniera che la susseguente oltrepassi e trascini la precedente. Prenda collegamento col 64° fanteria, che mi si assicura sia portato alla stessa altezza codesto Battaglione, ma che salvo pattuglie non si vede.>>
Dopo ciò il Comandante del Reggimento si portava accanto al Comandante del II° Battaglione, che era fra la prima e la seconda linea del battaglione stesso a metà circa della leggera depressione, la quale antistava pertanto una quarantina di passi sulla seconda.
Insieme al Comandante del II° Battaglione, IL Comandate del Reggimento osservò il tiro dell'artiglieria, e dopo aver scorto che questo aveva prodotto una breccia piuttosto larga circa quattro metri sui reticolati, per quanto i fili più bassi non fossero toccati, ma incurvati ed abbattuti versi il terreno in modo da permettere il passaggio per uno ordinò al prelato Comandante di procedere all'attacco non appena l'artiglieria avesse allungato il tiro e nel medesimo tempo dispone che il IV° Battaglione si schierasse a sua volta su due linee al principio della leggera depressione più volte menzionata, pronto a rincalzare il II° a misura che precedeva verso l'obbiettivo, muovendo con la prima linea non appena quella del II° Battaglione avesse oltrepassato il ciglio più volte citato.
Contemporaneamente alle 16.50 telefonava al Comandante della Brigata Cagliari quanto segue:
<< sarebbe opportuno fare allungare il tiro all' artiglieria per poter iniziare l'attacco della fanteria.
Raccomando però farmi appoggiare dal 64°; il quale è ancora indietro rispetto il 64° il quale è ancora indietro rispetto al 63°, che indubbiamente senza il detto appoggio verrebbe a trovarsi in eretica posizione.>>
Alle ore 18 ordinava al I° Battaglione di mandare innanzi a gruppi due compagnie e di distendere le altre due a quota 112 per collegare il 63° reggimento con il 39°.
Il Comandante del Reggimento fa disporre le prime due compagnie del 1° Battaglione subito dietro e ad immediato rincalzo del IV° Battaglione.. Più tardi ordina che le altre due compagnie del I° a quota 112 raggiungano le prime due dietro al II° Battaglione.
Le trincee nemiche sul fronte hanno tracciamento a festoni.
Mentre la prima linea del II° Battaglione è appostata al ciglio predetto, dove già subiva perdite specialmente per tiro d'infilata ed era pronta a muovere non appena l'artiglieria avesse allungato il tiro, viene fatto segno ad alcuni colpi delle nostre batterie dell'Isonzo, che producono in essa alcune perdite.
Il Comandante del Reggimento ne avverte subito il Comandante della Brigata pregandolo di far cessare il fuoco di dette batterie il che viene eseguito immediatamente.
Per ordine del Comandante di Battaglione viene presto ripresa l'avanzata a gruppi che, successivamente riescono ad andare  ad attestarsi al salto sottostante il reticolato completamente defilati dal fuoco di fronte.
La 2^ linea segue il movimento della prima rincalzandola.
Al salto la truppa si alza per sparare e si abbassa per ripararsi, ma ciò nonostante le perdite sono notevoli sia negli Ufficiali che nella truppa, tanto del II° Battaglione quanto nel IV°, che si accinge a rincalzare il precedente.
Tuttavia il Capitano Dellacà Comandante della 5^ Compagnia (Morirà anche lui in questo giorno) , da qui l'ala sinistra fronteggia l'unica apertura, fatta nel reticolato in obbedienza, agli ordini perentori e tassativi ricevuti, alla testa della Compagnia inizia il passaggio nel reticolato con parte di questa protetta dal fuoco del Battaglione.
Così lentamente penetra circa mezza compagnia, si apposta con le spalle al reticolato, fronteggiando i nemici da quel lato.
In questo momento l'azione del fuoco raggiunge il suo massimo sviluppo e vi contribuiscono con tiri d'infilata anche da parte dei difensori di quota 118.
Sotto tiro d'infilata, unito a quello falciante delle mitragliatrici, che in questo momento raggiunge la massima efficacia anche per l'avanzata a linee successive degli altri Battaglioni del reggimento a rincalzo del II°, impedisce all'6^ Compagnia di proseguire il movimento d'ingresso nel reticolato, alle altre Compagnie di prima linea sotto al salto di eseguire un movimento di fianco da destra verso sinistra essendo da quella parte l'unica breccia, a ella linee successive degli altri Battaglioni di raggiungere il reticolato, tanto più che in questa fase i difensori della parte orientale del trinceramento
in numero rilevante abbandona il trinceramento stesso portandosi sul reticolato per eseguire un fuoco più efficace sugli attaccanti defilati dal salto in questione.
Il Capitano Dellacà compreso del momento difficile fa recapitare al Comandante del II° Battaglione il seguente avviso: << Sono oltre il reticolato, posizione 8^ Compagnia insostenibile, sono falciato di fronte e di fianco; molti cadono; propongo di ripiegare.>>
Subito dopo il Capitano è ucciso ed il S.tenente Coda ferito al braccio.
Sono inoltre caduti anche il Tenente Rolando, il S. Tenente Toledo e il S.Tenente Narni Mancinelli.
Numerose pure sono le perdite della truppa, più di 40 morti e di 200 feriti.
 Vengono in serata vista la situazione urgentemente dei rinforzi in quanto la situazione è difficilissima
molti Ufficiali sono caduti e la truppa male si regge e avanza a stento per mancanza di capi.
<<Urgono rinforzi ho tutto il Reggimento impegnato>> , così comunica il Colonello Simoncelli.
Giunge ben presto un Battaglione del 64° a cui il Comandante del 63° ordina di prolungare l'ala sinistra del Reggimento in modo di collegare quest'ultimo col 39°.
Visto l'ostinata resistenza del nemico, che pur avendo subito nettamente molte perdite non accenna affatto a cedere per effetto di rincalzi che indubbiamente riceve da tergo; considerate la condizioni del Reggimento il quale già scarso di quadri a aveva fra di essi nella giornata subite molte perdite, tenuto conto della non sufficiente collaborazione alle ali, nel sopraggiungere della notte della stanchezza della truppa da vari giorni impegnata, il Comandante del Reggimento, sentito anche il parere del Comandante del II° Battaglione, decide di mantenere il terreno conquistato rafforzandovisi, fino al ciglio che precede lo spalto di quota 111, con due Battaglioni il I° e IV°, e facendo ripiegare per le ali a piccoli gruppi le compagnie del II° Battaglione, le quali approfittando dell'oscurità possono eseguire senza sensibili perdite il movimento e portarsi subito dietro agli altri due Battaglioni del Reggimento.
Il reggimento alla fine della giornata conterà 53 morti tra Ufficiali e Truppa



Il Capitano DELLACA' Eugenio




Notizie del Soldato Allocco tratte dal libro di Mauro Alocco "Francesco Allocco - Da Cavallermaggiore al fronte dell'Isonzo"

Francesco Allocco, figlio di Matteo (1845-1933) e di Giovanna Garesio (1861- 1915), entrambi originari di Bra, nacque 1'8 marzo 1895 a Marene, al numero 13 di Contrada Mondini, lungo la vecchia Strada Reale in direzione di Fossano, dove la famiglia si trovava nell'ambito degli spostamenti alla ricerca di un'occu-pazione nel lavoro dei campi. Nell'atto di nascita entrambi i genitori si dichiarano contadini. Era il settimo di sei fratelli e di quattro sorelle, almeno fra quelli che si ricordano per aver raggiunto l'età adulta'. Successivamente, la famiglia si trasferì a Cavallermaggiore, a Porta Sottana, in una casa rurale situata nel vicoletto senza nome dopo vicolo Cambio, sulla sinistra verso Racconigi, che fu abitata dal fratello Bartolomeo fino agli anni Settanta del secolo scorso e venne in seguito demolita.

Francesco Allocco è chiamato a prestare servizio presso la Brigata Cagliari, comandata nel periodo di guerra di nostro interesse dal Maggiore Generale Giacomo Desenzani, 63° reggimento fanteria, comandato dal Colonnello Antonio Si-moncelli, 5a compagnia.
Alla Brigata Cagliari appartiene anche il 64° reggimento fanteria. La Brigata Cagliari, costituita il 1° agosto 1862, con sede in tempo di pace a Salerno, è espressione del multiregionale esercito post-unitario e recluta i suoi uomini nei distretti di Alessandria, Ancona, Cremona, Cuneo, Firenze, Girgentí (Agrigento), Milano, Perugia, Sacile e Sassari.
La partenza per la leva È l'inizio del 1915, all'approssimarsi del compimento dei vent'anni, quando il. nostro soldato lascia Cavallermaggiore  che non rivedrà mai più  con destinazione Genova, dove si imbarca per Napoli. Il viaggio è per lui un'esperienza tutta nuova, anche se la nave non è certamente uno di quei transatlantici che descrivevano i parenti partiti per l'Argentina:
"dopo un lungo e sofferente viaggio durato 5 giorni e 5 notti sono arrivato felice, mente a Salerno. Si siamo imbarcati a Genova e Navigammo 4 giorni e quattro notti soppra un brutto piroscafo piccolo e sporco cioè sudicio e tempo non compagnando ancora non mi ha piaciuto niente. Partendo da Genova siamo navigati fino a Livorno bella e Grande città ma miserabile".  

Una delle ultime cartoline scritta il 16 Luglio 1915 pochi giorni prima della sua morte:

CARTOLINA POSTALE PARTITA DAL FRONTE IL 16 LUGLIO 1915, GIUNTA A CAVALLER-MAGGIORE IL 19 LUGLIO 1915
Carissimi Genitori.
Vengo al riscontro delle vostre lettere di tanto tempo in aspettativa, e ricevute una il giorno 7 e l'altra il giorno 13, le quali mi fecero molto piacere le vostre notizie così potete sperare di me. Intanto vi dico che forse lo sapete già, che il mio amico Negro è stato ferito in un piede, quindi addesso si trova all'ospedale ed io grazie a Dio sto bene, e godo una perfetta salute per addesso. Quando mi scrivete mi fate sapere se avete ricevuto la mia lettera spedita il giorno otto e se avete pagato a riceverla. Altro non mi resta di salutarvi tutti di cuore, sono il vostro figlio Francesco  



Non si conosce la sepoltura del Soldato ALLOCCO, è molto probabile che si trovi sepolto tra i 60000 ignoti al Sacrario di Redipuglia






Mappa con indicata la quota 111 obbiettivo degli attacchi del 20 Luglio del 63° Fanteria:


Veduta verso lo spalto indicato nela descrizione dell'attacco di quota 111 nel diario del 63° Fanteria:


Veduta presso la Quota 111 verso il boschetto di quota 89 da dove proveniva l'attacco del 63° Fanteria, alla fine del boschetto si trovava lo spalto vedi foto sopra.


Per la realizzazione di questo post ringrazio Mauro Alocco













 







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