In questo blog voglio raccontare e trasmettere le storie di questi uomini diventati soldati e che oggi a cent’anni di distanza non vengano dimenticati.
Sono storie nella storia di quella che fu la Grande Guerra.
Questi caduti sono morti sul carso, in quei due anni e mezzo di sanguinose battaglie, molti di questi oggi riposano al sacrario di Redipuglia con un nome, ma per la maggior parte questo non è stato possibile. Voglio così onorare la loro memoria con questo mio tributo.

Vorranno dimenticarvi, vorranno che io dimentichi, ma non posso e non lo farò. Questa è la mia promessa a voi a tutti voi.

Vera Brittain

martedì 15 marzo 2016

Soldato Volontario di Guerra NOFERI Annibale




123° Fanteria Brigata Chieti

Nato a Fiume il 30 Luglio 1895
Morto nella 31^ Sez. Sanità a Cassegliano per ferite di combattimento il 12 Novembre 1915
Sepolto al Sacrario di Redipuglia 14° Gradone - Loculo 26235




 

 

Decorato di Medaglia d'Argento al Valor Militare 

Volontario irredento, tentava più volte di avvicinarsi alle trincee nemiche per lanciarvi bombe. Ferito, ripeteva il tentativo, finchè colpito da quattro proiettili, cadeva inneggiando all'Italia. Si era segnalato antecedente in vari tentativi per il taglio dei reticolati . Morto in seguito a ferite.
Altopiano carsico, 11 Novembre 1915


Note Storiche:

Il 123° Fanteria Brigata Chieti nel Novembre 1915, si trovava con la Brigata Chieti nella zona tra le Alture di Polazzo e quota 118 del Monte Sei Busi, precisamente nel settore della Trincea ai Monticelli Rossi e Trincea "Y", Siamo nell IV^ battaglia dell'Isonzo.
Il giorno 11 Novembre il diario della Brigata scrive: si ripete l'azione offensiva contro gli stessi obbiettivi di ieri.
Vediamo cosa avvenne nel giorno 10 Novembre:
Durante la notte a brevi intervalli è caduta la pioggia rendendo il terreno poco praticabile. In base all'ordine nr. 36 della Divisione ( la 31^). Il Comando di Brigata emana l'ordine n. 4, che dice:

- A seguito delle comunicazioni verbali fatte oggi, confermo che domani 10 Novembre, Il Corpo D'armata (XIII°) deve riprendere l'offensiva.
Compito: conquista dei trinceramenti che lo fronteggiano assecondando l'azione di sinistra decisamente gli sforzi dell'IX° Corpo d'Armata.
In conseguenza importa soprattutto che il XIII° C.A. nello sviluppo del suo attacco accentui la sua avanzata per la sinistra, convergendo in certo qual modo verso destra, dove i vantaggi ottenuti nei giorni scorsi ci hanno già permesso di affermarsi saldamente. Sulla nostra destra la 23^ Divisione cercherà a sua volta di avanzare per prender sicuro contatto con XIII° Corpo sul Monte Sei Busi. 
Le Brigate potranno richiedere a questo Comando i mezzi accessori per l'azione di trincea che loro occorressero oltre a quelli di cui già sono provvedute ( bombe-tubi per gelatina-ganci a ronciglia da reticolati, razzi ecc.)........
Il Tenente generale Comandante dell Divisione 
Annibale Gastaldello.

Torniamo alla descrizione del diario:
Alle ore 7 e mezzo la batteria Magnaghi del gruppo Barusso, O. P. C. apre il fuoco sulla trincea Y e quella dei Sassi Rossi. I tiri di questa batteria appare buono.
Alle ore 11 il 124° con una prima ondata, inizia brillantemente la sua avanzata, con pattuglie lanciabombe e tagliafili.
Le batterie del 35° e del 43° a disposizione della Brigata eseguiscono un buon tiro d'interdizione.
Alle ore 11.20 le nostre fanterie che si avanzano sono prese d'infilata da tiratori nemici appostati nella trincea a Y, e colpite da shrapnells nemici.
Alle ore 11.40 cade una pioggia scrosciante la quale produce una stasi dell'avanzata.
Il III/123° che alle ore 11 ha cominciato la sua avanzata, trovandosi anch'esso preso da tiri d'infilata di mitragliatrice e fucileria nemica subisce sensibili perdite fra cui cinque ufficiali, e si trova costretto a ripararsi nelle anfrattuosità del terreno e con sacchi a terra.
Alle ore 12.30 essendo un poco cessata la pioggia il I/124° ritenta l'avanzata, ma il fuoco di fucileria dalla trincea a Y continua a battere i reparti che avanzano.
Alle ore 14 la batteria Magnaghi, fa una decina di colpi sulla estremità orientale della trincea Y; il tiro ben aggiustato rompe la trincea, ma rimane sempre intatto il tratto più vicino alle nostre linee e quindi la resistenza austriaca continua molto efficace contro i reparti che avanzano.
Il IIII/123° non potendo più avanzare oltre lo scoperto cerca di proteggersi aiutandosi con i sacchi  a terra e lavori di scavo; l'avanzata è minima nonostante che il III° battaglione sia stato rinforzato con un'altra compagnia. Il I/124° anch'egli rinforzato da un'altra compagnia non riesce ad entrare nel tratto orientale della trincea a Y dove gli austriaci oppongono forte resistenza con fucileria e bombe.
 una nuova avanzata. L'azione ha una ripresa vivissima con fuoco molto violenti di fucileria e di shrapnells sui nostri reparti che avanzano, e tiro di granate sulle nostre seconde linee.
L'oscutità viene a porre termine a questa ripresa d'azione, la quale non ha modificato la situazione precedente. Il I/124°  ha preso qualcuno dei primi elementi della trincea a Y facendo retrocedere i difensori e vi si sta rafforzando. Alla sua sinistra il III/123° ha guadagnato poche decine di metri in avanti terreno che verrà conservato rafforzandolo, nonostante che la truppa sia esausta, specialmente a causa delle intemperie della giornata.
Pioggia quasi tutta la giornata con violento temporale alla sera - Temperatura di 10 gradi
le perdite della Brigata furono: Ufficiali feriti 11 dispersi 1,truppa morti 76 feriti 261 e dispersi 61.
Il giorno 11 come detti all'inizio, si riprese l'offensiva, con gli stesi obbiettivi del giorno precedente.
Le batterie di artiglieria eseguirono un fuoco con la stessa modalità del giorno prima fino alle ore 12 contro gli obbiettivi delle trincee dei sassi rossi e Y.
A tale ora mentre all'estrema sinistra del fronte il I/123° tiene impegnato il nemico col fuoco, il I/124° si  lancia arditamente in avanti e riesce colle ondate fornite dalla prima compagnia ad intaccare la resistenza nemica sull'estremità occidentale della trincea a Y, ma è poco dopo arrestata nella sua avanzata dal fuoco d'infilata e dal lancio di bombe a mano, cui si rispose con bombe-
Il III/123° tenta esso pure di avanzare contro la trincea dei sassi rossi, ma fatto segno di intenso fuoco di artiglieria e fucileria specie sulla sua destra, è costretto ad arrestarsi dopo aver guadagnato una ventina di metri. Riprende più tardi con nuove ondate l'avanzata ma non riesce a progredire.
Alle ore 15 il Comandante il reggimento, visto che gli eroici sforzi s'infrangono contro l'ostinata e munita difesa nemica, da alle truppe l'ordine di attenersi all'avanzata metodica, rafforzandosi sui punti raggiunti, in attesa che si presenti l'occasione  favorevole per ritentare un balzo in avanti.
Alle ore 16,50 al Comando di reggimento viene  comunicato dal Comando del I* battaglione (capitano Spalazzi) che la 1^ compagnia ha potuto con poche forze occupare la dolina di fianco alla trincea Y, e conseguentemente secondo quanto con strano errore credette il Capitano Spalazzi anche la trincea Y che immette in detta dolina.
Il Comandante il reggimento, dopo averne avuta conferma personale dal predetto Capitano e senza avere avuto la possibilità di controllarla, si affrettù a dare a questo Comando comunicazione (alle ore 19) che la trincea Y era in nostro possesso, menre dava ordine al battaglione di rafforzarvi.
nel mattino seguente si potè constatare che effettivamente non era stata occupata di tale trincea di un secondo tratto oltre a quello già in nostro possesso.
Le perdite subite nella giornata dalle truppe operanti ascesero a 250 uomini di truppa fra uccisi, feriti e dispersi più 1 ufficiale ucciso 1 disperso e 6 feriti.

(fonte AUSSME)


Guglielmo Noferi, nato a Fiume nel 1890. Impiegato in un'azienda di caffè al Brasile, s'imbarcava per l'Italia dove si arruolava volontario nell'esercito e chiedeva di essere mandato al fronte. Fu assegnato al 123° reggimento fanteria. Lo conobbi a Sacileto, e non si volle staccare da me ch'ero suo ufficiale. [...] Nell'ottobre e nel novembre 1915 alla trincea dei Sassi Rossi, guazzò nel fango per orribili giornate di pioggia fredda e maledetta e sostenne ogni privazione. [...] Il 10 novembre 1915 usciva all'assalto. Me lo presentarono spirante, trapassato da quattro fucilate ai fianchi, al petto, alle gambe, tenuto appeso per le ascelle come un animale macellato, con quella sua carne livida e nuda attraverso il suo vestito di fango. Siccome si preparava a morire, si raccomandò che non lo si proponesse per nessuna decorazione, giacché la sua famiglia era a Fiume, e doveva essere al riparo da ogni vendetta del nemico. [...] Spirò nei camminamenti tra il fango e le cannonate.

C. Alvaro, Vite parallele di eroi

L'autore Corrado Alvaro pur cambiando il nome e l'anno di nascita si riferisce ad Annibale Noferi.

 



Mappa con schieramento 10 Novembre 1915, XIII° Corpo d'Armata (fonte AUSSME) 


Mappa con indicate le trincee Monticelli Rossi, Sassi Rossi e "Y" (Fonte AUSSME):



 
Ringrazio Silvia Musi  per la foto di Noferi Annibale










venerdì 11 marzo 2016

Sergente MAZZARELLO Giacomo





112° Fanteria Brigata Piacenza

Nato a Serravalle di Scrivia il 30 Giugno 1892
Morto sul Monte San Michele il 1 Novembre 1915
Sepolto al Sacrario di Redipuglia


Decorato di Medaglia d'Argento al Valor Militare 

Durante il combattimento, sotto l'intenso fuoco di fucileria e di artiglieria avverserarie, raccolti soldati dispersi, ne tenne con mitrabile tenacia e coraggio, il comando, fronteggiando, con essi, il nemico che contrattaccava vigorosamente.
Monte San Michele, 21 Ottobre 1915



Note Storiche:

Nel corso della III^ battaglia dell'Isonzo la Brigata Piacenza apparteneva alla 30^ Divisione fronteggiando il Monte San  Michele. 
Il giorno 1 Novembre alle ore 9,30 pervenne l'ordine d'operazione n. 48, che comunicava che tutte le truppe procedano all'attacco delle posizioni nemiche. Dopo il tiro di preparazione dell'artiglieria alle ore 12 le fanterie dovranno procedere all'attacco. La brigata Piacenza alla sua ala destra (112°) date le difese avversarie terrà un contegno aggressivo ma dimostrativo, alla sua ala sinistra (111°) cercherà di profittare di qualsiasi avanzata della brigata Regina verso le Cime 1 e 2.
Ore 12, le truppe sono pronte per l'attacco, l'ala sinistra del 111° si sposta in avanti, ed è il massimo sforzo consentito perché i reparti vicini 85° e 86° fanteria (Brigata Verona) non riescono a raggiungerlo ed il 111° deve arrestarsi.
il 112° inizia l'azione dimostrativa è pronto per l'attacco - le truppe laterali però non avanzano e così per non trovarsi i fianchi esposti e staccati dal rimanente della linea di operazioni è costretto a rimanere fermo nei propri trinceramenti bersagliati dall'artiglieria e fucileria nemica che si attirò addosso.


Schizzo del 111° Fanteria in data 21 Ottobre 1915, giorno in cui Mazzarello prese la Medaglia d'argento per l'azione sul  Monte San Michele indicando gli attacchi dei due reggimenti a Cima 3 e Cima 4: