In questo blog voglio raccontare e trasmettere le storie di questi uomini diventati soldati e che oggi a cent’anni di distanza non vengano dimenticati.
Sono storie nella storia di quella che fu la Grande Guerra.
Questi caduti sono morti sul carso, in quei due anni e mezzo di sanguinose battaglie, molti di questi oggi riposano al sacrario di Redipuglia con un nome, ma per la maggior parte questo non è stato possibile. Voglio così onorare la loro memoria con questo mio tributo.

Vorranno dimenticarvi, vorranno che io dimentichi, ma non posso e non lo farò. Questa è la mia promessa a voi a tutti voi.

Vera Brittain

domenica 23 agosto 2015

S. Tenente Medico WINSPEARE Giovanni





1° Reggimento Granatieri di Sardegna


Nato a Firenze il 21 Marzo 1892
Morto a Selo il 7 Settembre 1917
Sepolto al Sacrario di Redipuglia



Decorato di Medaglia d'Argento al Valor Militare 

Chiamato d'urgenza al Comando di un Reggimento in linea per recare l'opera sua sanitaria ad un reparto fortemente battuto del nemico, benché preavvisato dal Comandante del Reggimento di attendere un poco a raggiungere il nuovo posto, causa il violentissimo tiro nemico, con magnifico slancio di soldato e di medico insisteva per raggiungerlo, ed animato di sacro entusiasmo, verso di esso partiva, ma dopo pochi passi, mortalmente colpito, cadeva sul campo.
Selo, 7 Settembre 1917 



Decorato di Medaglia d'Argento al Valor Militare 


 In un posto di medicazione impiantato per necessità in primissima linea, in una caverna con le aperture rivolte al nemico, durante una giornata di bombardamento furioso della linea e nell'attacco violento ed insistente di fanterie nemiche, che giunsero a lanciare bombe nella caverna stessa, mantenne un mirabile contegno, continuando sereno a prestare la sua opera di medico, ed in un momento criticissimo entusiasmò, brandendo egli pure un'arma, quanti gli erano attorno, e concorse eroicamente ad impedire l'irruzione nemica nella caverna ed a respingere lontano gli assalitori.
Carso Quota 219, 3 Giugno 1917

 

 

Decorato di Medaglia di Bronzo al Valor Militare 


 In un posto di medicazione battuto dalle artiglierie nemiche, con singolare calma e serena fermezza, compiva regolarmente le medicazioni, curando il rapido sgombro dei feriti.
San Michele, 13 Agosto 1916



Note Storiche:

Il 2° Reggimento Granatieri unitamente al 1° nel settembre 1917 terminata l'XI^ battaglia dell'Isonzo, si trovava ad operare nella zona di Selo facente parte della 61^ Divisione XXIII° Corpo d'Armata. Il giorno 7 Settembre 1917, si era avuto un nutrito e violento fuoco di artiglieria avversaria, dovuto al fatto che il giorno precedente le linee perdute durante la loro controffensiva avvenuta nei primi giorni di Settembre, la quale aveva consentito un  guadagno da parte nemica di molte posizioni. Quelle stesse linee erano state riconquistate con gravissime perdite da parte Italiana e uno di questi reparti che ebbero numero perdite nel settore di Selo furono proprio i Granatieri di Sardegna
Dal Comando della Terza Armata: "Il XIIII° Corpo d'armata è tornato quasi da per tutto sulle trincee di partenza. Ne deriva una situazione non difficile; ma specialmente del XXIII° Corpo, esposto alle minacce nemiche fra Selo e l'altura di Quota 219. la ripidezza e la difficoltà di accesso del costone sovrastante il vallone di Brestovizza fra i punti ora indicati, il dominio che si esercita sul Vallone medesimo di mitragliatrici, di bombarde e bombe a mano  dall'alto e dalle anfrattuosità del versante danno al fianco destro e al rovescio del XXIII° Corpo d'Armata sulla valida protezione
Ma, come ho detto sopra, la situazione è delicata, specie considerandola rispetto alla eventualità di ritenersi probabile di attacchi nemici diretti a riguadagnare le posizioni toltegli brillantemente dalle truppe di codesto Corpo d'Armata."




Tratto dal libro "Chiedo Notizie o di Vita o di Morte" di Don Giovanni Rossi:

19 Settebre 1917
Mittente Edoardo Winspeare, Livorno

Reverendo Padre,
le scrivo col cuore straziato per la dolorosa perdita del mio adorato figlio Giovanni Winspeare.
So ch il Comando di reggimento, aveva scritto al Sindaco di Livorno, per farci partecipare alla triste notizia, ma per fatalità questi, non ha saputo trovare il mio indirizzo, e noi venimmo a sapere tutto da una lettera dell'attenente che per caso, capitò appunto nelle mani della madre! Può immaginare il nostro strazio.....
Sua Altezza Reale il Duca D'Aosta, al quale noi scrivemmo subito, si è degnato di mandare quì, l'attendente del mio povero figlio, il Granatiere Giuseppe Deprà, che fin dal principio della guerra era stato sempre con lui, e da questi abbiamo avuto i dettagli della gloriosa fine dell'adorato Giovanni. Ora io mi permetto di indirizzarmi a Lei, prima di tutto per avere  dettagliate notizie, circa la sistemazione della salma del carissimo estinto, e poi per farle avere il nostro preciso indirizzo, nel caso volesse avere la cortesia , per disporre l'invio degli oggetti personali e della cassetta con tutta la sua roba, che per noi rappresentano dei sacri ricordi. L'attendente mi dice che l'orologio che portava al braccio si trova nelle mani del caporal maggiore Postino del 1° battaglione, al quale fu dato per farlo accomodare, perciò le sarei grato se volesse ritirarlo inviandomelo insieme agli altri oggetti, ed al ritorno dell'attendente Deprà lo incaricherò del rimborso della spesa.


Il sottoscritto riceve in consegna da Don Giovanni Rossi Cappellano militare del suddetto Reggimento i seguenti oggetti appartenenti al defunto Aspirante Medico Giovanni Winspeare.
Un borsellino di pelle contenente lire una e centesimi undici, ventidue centesimi Austriaci, cinque centesimi Belgi, tre medagliette religiose, una catenina  a braccialetto con medaglia di metallo giallo, una catenina con medaglia di metallo bianco, due bottoni a catena per polsini, un bottone per camicia di metallo giallo, nove francobolli da venti centesimi, venti francobolli da dieci centesimi, diciasette francobolli da centesimi cinque. Un portafogli in pelle nera con tessere di riconoscimento, cinque fotografie, un ruolino, carte personali, una tessera di riconoscimento militare, un calendarietto tascabile con una negativa pellicola, un temperino, una penna stilografica, una lapis copiativo, una lampadina elettrica tascabile, un termometro clinico, una scatola per sigarette vuota, un fazzoletto. Un orologio a braccialetto di metallo bianco rotto.

Tenente medico
Dott. Antonio Sechi





Mappa con indicata la dolina 10A ribattezzata poi con il nome del Tenente Winspeare:


 

sabato 22 agosto 2015

Soldato FABBIAN Giovanni





123° Fanteria Brigata Chieti

Nato a Borso il 1 Aprile 1893
Morto a Cassegliano presso la 25^ Sez. Sanità il 20 Agosto 1915
Sepolto a-------- 




Note Storiche:

Nell'Agosto del 1915 il 123° Fanteria Brigata Chieti apparteneva alla 19^ Divisione fino al giorno 12, con i reggimenti del 31° - 48° - 142° fanteria e il 50° battaglione Bersaglieri, da giorno 13 unitamente al 124° passò alle dipendenze della 25^ Divisione.
La zona che occupava  in quel periodo il 123° comprendeva il settore a Est di Castelnuovo fronteggiando le quote 111 e 118 e le trincee note successivamente come "Le Celle" a sud della "Trincea della Frasche" 

All’alba del 18 Agosto 1915 il I° battaglione del 123° Fanteria spinge avanti la sua prima linea e occupa la trincea delle Frasche. Si manda ordine al battaglione Bersaglieri (50°) di portare avanti la sua prima linea all’altezza del I° battaglione.
L’esito buono dell’operazione procura una ottantina di prigionieri che data…..   si arrendono al battaglione Bersaglieri.
Nella stessa giornata una pattuglia Ufficiali dei Bersaglieri in ricognizione s’impossessa di una mitragliatrice abbandonata. Il II° e III° battaglione continuano i rafforzamenti dei trinceramenti e camminamenti.

 Nei giorni successivi unitamente al 124° fanteria e al 50° battaglione Bersaglieri avanzerà ancora conquistando ulteriori posizioni Austriache e rafforazandole  con vari lavori, e proprio in uno di questi molto probabilmente il giorno 20 Agosto veniva ferito mortalmente il soldato Fabbian.
Nel giorno 20 Agosto 1915  giorno il 123° fanteria ebbe un morto e 15 feriti. 




In questa mappa (USSME) le posizioni del 123° fanteria  il giorno 11 Agosto 1915:



domenica 16 agosto 2015

Capitano SALVATI Giorgio





154° Fanteria Brigata Novara

Nato a Napoli il 24 Gennaio 1894
Morto a Castagnevizza del Carso il 26 Maggio 1917
Sepolto a ----------- 


Decorato di Medaglia d'Argento al Valor Militare 

Si distinse con ardimento in varie ricognizioni che servirono di preparazione alla'attacco di una posizione. Guidò personalmente pattuglie di soldati incaricati di posare tubi esplosivi sotto ai reticolati nemici attrversando zone intensamente battute. In un accanito combattimento, rspinse con grande valore ripetuti attacchi avversari: esempio costante ai suoi dipendenti di serena calma e di ammirevole fermezza.
Monte Cimone 23 Luglio - 4 Agosto 1916


Decorato di Medaglia d'Argento al Valor Militare 


 Avuto l'annunzio che un fratello era caduto in una giornata di gloria per e nostre armi, e che un altro era stato ferito, seppe nascondere ai suoi soldati, che doveva condurre al fuoco, il dolore che lo straziava, dimostrandosi calmo e imperturbato. Assunto pochi minuti prima dell'azione, il comando del battaglione e vista falciata dal fuoco la sua prima pattuglia di combattimento, si slanciò eroicamente fuori delle trincee contro il nemico, incitando i suoi all'assalto e trascinandoli con l'esempio. Colpito a morte, il suo ultimo pensiero fu per il Reggimento e per la fortuna d'Italia.
Castagnevizza del Carso, 26 Maggio 1917.



Il fratello S.Tenente SALVATI Vittorio nato a Napoli il 22 Gennaio 1881 del 127° fanteria Brigata Firenze, era caduto il 14 Maggio 1917 sul Monte Cucco di Plava dove gli fu concessa la  Medaglia d'Argento al Valor Militare.





Note storiche:

X^ Battaglia dell'Isonzo, la Brigata Novara apparteneva alla 4^ Divisione con le le Brigate Bisagno e Barletta, e Parma dal 26 Maggio, fronteggiando la linea di Castagnevizza del Carso. Il giorno 25 Maggio 1917 alle ore 18 su richiesta della 4^ Divisione, la 31^ Divisione informa che l'avanzata della sua sinistra verso quota 251  non ha potuto procedere perchè le truppe della Brigata Lombardia, sono state decimate dal tiro dell'artiglieria; esso sarà ripetuto energicamente appena giunti due battaglioni di Bersaglieri inviatili a rinforzo.
 Di qunto sopra viene dato l'ordine alla Brigata Novara di seguire il movimento che verrà iniziato dalla 31^ Divisione (Brigata Lombardia e Bologna e Acqui). Intanto si chiede che venga eseguito un violento concetramento di fuoco sulla quota 251, ma l'estreme sinistra della 31^ Divisione non avanza. La situazione è rappresentata dalle seguenti comunicazioni fatte dal Comando delle Brigata Novara da cui risulta che le truppe della stessa , superate le prime difese nemiche hanno occupato parte delle linea principale Austriaca ripiegando però da destra per cercare  il collegamento al 74° Fanteria rimasto fermo.
26 Maggio:
nella notte abbenchè disturbate dal tiro di artiglieria, le truppe attendono a riordinarsi. vengono eseguiti i movimenti predestinati.la Brigata Bisagno passa alla dipendenza della 28^ Divisione e la Brigata Barletta viene ritirata dal fronte a Sagrado.
Ad assicurare la cooperazione della 31^ Divisione nella conquista di quota 251 le si inviano in comunicazione gli ordini emanati, mentre si apprende da essa che è stato ordinato alle truppe costituenti la sua sinistra, di procedere di conserva con la Brigata Novara, ma che i reparti che operano su tale fronte sono i resti del 74° Fanteria, ridotto alla forza di 480 fucili.
Fin dal mattino le posizioni nemiche sono tenute sotto nostro violento fuoco che provoca specialmente sul sottosettore di Divisione, viva reazione nemica.
Alle ore 11.25 il Comando delle Brigata Novara, in considerazione della diminuita forza dei suoi battaglioni, richiede uno dei battaglioni della riserva Divisionale che viene concesso e fatto spostare dal 3° ordine di trinceramento.
A detta ora 14.15 le truppe iniziano l'avanzata , alle 14.15 l'Ufficiale di collegamento presso la Brigata Novara comunica che si vedono distintamente le nostre truppe risalire le pendici di quota 251 pare unitamente a quelle del 74° fanteria.
Le truppe di destra della Brigata Novara, più soggette a violenti raffiche di artiglieria, fucileria e mitragliatrici nemiche, giunte al margine estremo della zona prativa ed alberata delle pendici occidentali di quota 251, sono costrette a sostare e alle per 15 attendere di riordinarsi sulla linea raggiunta per riprendere l'avanzata.
Alle ore 23.40 giunge dal Comando dell'XI° C.A. che prescrive che le truppe, nella giornata di domani attendano di sistemarsi sulle proprie posizioni e a rafforzare le trincee sconvolte.




Dal Libro  "L'ora K" di Arnaldo Calori Ufficiale del 74° Fanteria:

  Di vivi ancor validi siamo ben pochi e dobbiamo persino rinunziare a seppelire i cadaveri.
Occorono rincalzi subito, altrimenti le posizioni non si potranno tenere. Sono mandato a riferire tutto ciò al Colonello.
Il pomeriggio del giorno dopo si presentarono al Comando del mio battaglione un Capitano e un Tenente (vedi nota alla fine) . Due fanciulli, eleganti, dagli occhi chiari. parevano fratelli.
Erano il Comandante e l'aiutante maggiore del battaglione di un reggimento che doveva venirci in soccorso.
Secondo gli ordini ricevuti, i rincalzi avrebbero dovuto giungere in prima linea poco dopo cioè di pieno giorno, sotto gli occhi del nemico che aveva le sue batterie leggere forse a mille passi da noi.
- Come farete a giungere qui vivi? Non vedi come gli Austriaci infiorano di shrapnells il ciglio della dolina? dissi all'aiutante maggiore.
Egli si volse pensoso a guardare il bombardamento nemico, poi disse:
- eppure bisogna che veniamo subito. Questo è l'ordine che abbiamo ricevuto.
-  Ma i soldati verranno?
- Li accompagneremo, li porteremo noi, plotone per plotone. Verranno.
Rabbrividii.
Dopo aver preso gli accordi i due Ufficiali se ne andarono.
Attendevamo il loro ritorno con il cuore che ci  pulsava in gola.
Vennero! 
Ecco: il primo plotone è sul ciglio della dolina, guidato da quei due fanciulli...e il tutto coperto da cento fiocchi di fumo, e altri cento, e altri cento: graguola di colpi scoppianti in una gran nube di fumo da cui finalmente escono i due animosi e qualche soldato.
Così per tre volte.
Alla quarta caddero anch'essi e rotolarono giù nella dolina, l'uno vicino all'altro, quasi abbracciati, subito circondati dai loro uomini che li adoravano; un trenta o quaranta in tutto.
Gli altri giunsero a notte.
Per quei prodi caduti la nostra trincea fu salva; i soldati sentirono di non essere più soli , si rinimarono, e tennero duor contro il nemico che prima di notte cozzò ripetutamente, rabbiosamente ma invano, contro i pochi superstiti.


Nota:
Il diario di Arnaldo Calori non dice i nomi dei due Ufficiali caduti, dopo varie ricerche ho potuto ricostruire l'accaduto descritto e trovare i nomi dei due ufficiali.
Il primo Comandante di battaglione si trattava del Capitano SALVATI Giorgio mentre l'aiutante maggiore era il Tenente MERANTE Alberto entrambi del 154° Fanteria Brigata Novara.




Tenente MERANTE Alberto



Per la foto ringrazio Silvia Musi



Nato a Catanzaro il 16 Ottobre 1890
Morto a Castagnevizza del Carso  il 26 Maggio 1917
Sepolto al Sacrario di Redipuglia




Decorato di Medaglia d'Argento al Valor Militare 


Comandante di una compagnia di rincalzo chiamata in linea d'urgenza, la conduceva con mirabile calma e perizia, attraverso un camminamento battuto dal fuoco nemico. Si slanciava poi all'assalto, alla testa dei suoi plotoni, incitandoli con la voce e l'esempio finchè giunto a pochi metri dalle posizioni avversarie v'incontrava gloriosa morte.
Castagnevizza del Carso, 26 Maggio 1917






mappa con segnata la quota 251














 

 

martedì 11 agosto 2015

Caporale VENTURI Celso




1° Fanteria Brigata Re


Nato a Savigno il 7 Agosto 1882
Morto sul Carso l'8 Dicembre 1916
Sepolto al Sacrario di Redipuglia





Note Storiche:

Il 1° Fanteria unitamente al 2° formava la Brigata Re, nel Dicembre 1916, dopo le tre offensive autunnali, che avevano portato la linea del fronte verso Castagnevizza del Carso, la Brigata Re occupava dal 28 Novembre fino al 31 Dicembre il tratto tra Castagnevizza e Hudi Log (Boscomalo), alle dipendenze della 47^ Divisione.
Il giorno 8 Dicembre 1916, nella notte verso le ore 2 il neico attacco' sulla fronte della 47^ Divisione occupato dal 202° fanteria, nonostante al fuoco di fucileria riesce a penetrare per un tratto di trincea.
Ma prontamente battuto dall'artiglieria ed energicamente contrattacato dalla fanteria e ricacciato.
Nella giornata ci fu un attività dell'artiglieria nemica che batte a varie riprese la fronte della 47^ e 34^ Divisione.
In questi bombardamenti cadde ucciso colpito in pieno da una granata il Caporale Venturi Celso, mentre si trovava nella Dolina Gabriella, il suo  corpo fu ridotto a minuti brandelli.




Dolina Gabriella mappa con indicata la  sua posizione  e foto attuali:


 





Ringrazio Federica Delunardo

martedì 4 agosto 2015

S.Tenente PISANI Giovanni





259° Fanteria Brigata Murge

Nato a Montebello il 25 Ottobre 1897
Morto a Quota 145 Sud il 25 Maggio 1917 
Sepolto a ---------

 

Decorato di Medaglia d'Argento al Valor Militare 



Comandante di un reparto arditi, dopo un assalto condotto con coraggio e singolare bravura e in cui diede belle esempio di sprezzo del pericolo, mentre proteggeva il fianco della linea conquistata da forti contrattacchi nemici, venne colpito a morte, affrontata fino all'ultimo istante con alto e sereno entusiasmo.
San Giovanni di Duino, 25 maggio 1917

 
Note storiche:

All'inizio della X^ battaglia dell'Isonzo, la Brigata Murge 259° e 260° Fanteria, era di riserva alle dipendenze del VII° Corpo d'Armata. Il giorno 25 Maggio due battaglioni il I° e il II° del 259° posti alle dipendenze della 45^ Divisione concorrono unitamente ai reparti della Brigata Arezzo alla conquista di Quota 145 Nord alle ore 16.45  e successivamente verso la Quota 175 a Ovest dell'abitato di Medeazza, alcuni reparti del 226° e del II° 78° riuscirono a spingersi sino alle prime case di Medeazza, alla travolgente avanzata partecipò succesivamente anche il III° battaglione del 259°. A  sera un violento contrattacco Austriaco appoggiato da un violento fuoco di Artiglieria costringerà ad abbandonare la Quota 175 ed arretrare sulle Quote 146 e 145 Nord ove l'attacco fu respinto.  In quella giornata il VII° Corpo d'Armata sfonderà la linea di Flondar costringendo l'avversario a ripiegare con gravi perdite.

Mappa con segnate le quota 145 Nord e Sud e Quota 175: