In questo blog voglio raccontare e trasmettere le storie di questi uomini diventati soldati e che oggi a cent’anni di distanza non vengano dimenticati.
Sono storie nella storia di quella che fu la Grande Guerra.
Questi caduti sono morti sul carso, in quei due anni e mezzo di sanguinose battaglie, molti di questi oggi riposano al sacrario di Redipuglia con un nome, ma per la maggior parte questo non è stato possibile. Voglio così onorare la loro memoria con questo mio tributo.

Vorranno dimenticarvi, vorranno che io dimentichi, ma non posso e non lo farò. Questa è la mia promessa a voi a tutti voi.

Vera Brittain

sabato 30 maggio 2015

Sergente GIRO Alessandro





11° Battaglione Bersaglieri Ciclisti 10^ Compagnia


Nato Milano il 19 Febbraio 1891
Morto Alture di Monfalcone il 16 Maggio 1916
Sepolto a -------

 

Decorato di Medaglia d'Argento al Valor Militare 

Comandante di un plotone, lo conduceva, con impetuoso slancio, alla conquista di una trincea avversaria, scacciandone a colpi di baionetta i numerosi difensori, e sosteneva per ben due volte violenti contrattacchi nemici, tendenti ad avvolgere il fianco sinistro della compagnia. Costretto a ritirarsi, lo faceva ordinatamente, e combattendo, lasciava per ultimo la posizione.
Valloncello di Selz, 23 Aprile 1916 

 

 

Decorato di Medaglia di Bronzo al Valor Militare 


Comandante di un plotone, con sprezzo del pericolo, sotto un intenso fuoco di artiglieria e fucileria nemica, conduceva i suoi uomini a rafforzare la linea, riuscendo a mantenere salda la posizione. Nel mentre disponeva i suoi uomini alla resistenza, cadeva colpito a morte.
Monfalcone, 15-16 Maggio 1916 


Notizie Storiche:

Un preludio all'offensiva Austriaca denominata "Strafexpedition" , fu rappresentato dalle azioni A.U. nell'area di Monfalcone, nel settore difeso dagli uomini della 4^ Divisione di Cavalleria che schierava l'8^ Brigata nei pressi di quota 93, mentre la 7^ era dislocata da Mandria a Adria. Il 14 Maggio iniziarono i bombardamenti Austriaci. le difese Italiane erano formate da reparti appiedati di Cavalleggeri "non ancora rotti dall'atroce esperienza della trincea". Nelle Prime ore del 15, gli A.U. attaccarono provenendo da quota 21 e quota 121, e passarono oltre le difese Italiane di quota 12 e quota 93. I Cavalleggeri dovettero retrocedere dalle Officine Adria e intanto dalle paludi del Lisert, Avanzarono forti pattuglioni Austriaci, che penetrarono nello stabilimento industriale, ma furono accerchiati e catturati. Verso sera del 15 Maggio, i battaglioni L e LI del 15 Reggimento Bersaglieri raggiunsero Mandria e le pendici di quota 93. Il L doveva rinforzare le difese tenute dai Dragoni del Nizza e dai Lanceri di Vercelli, e in effetti, riuscì a respingere numerose offensive, mentre LI fu inviato di rincalzo ai Reggimenti Guide e Treviso, specie nei pressi di quota 93 , dove la difesa vacillava. Lo stesso giorno venne organizzato un attacco per riconquistare le quote 12 e 93. Le unità impegnate erano il 15° Bersaglieri, L'XI° Ciclisti e i Reggimenti Guide e Treviso. Appena 24 ore prima, ai Bersaglieri era stata praticata l'inezione antitifica, quindi avevano tutti la febbre.

( Tratto da "Piume a Nord Est" di Antonio Sema )


Mappa della zona delle azioni che si svolsero nel 15-16 maggio 1916 



Ringrazio  Lucia Masotti.


mercoledì 27 maggio 2015

S.Tenente LAGHI Carlo



20° Fanteria Brigata Brescia

Nato a Siena il 1 Febbraio 1894
Morto sul Monte San Michele il 12 maggio 1916
Sepolto a -------

Decorato di Medaglia di Bronzo al Valor Militare 

Diresse un pericoloso lavoro di camminamento ad immediata vicinanza del nemico, esponendosi, per incorare i soldati, finché non rimase ferito.
Monte San Michele, 1 Febbraio 1916 


Note Storiche:

IL 20° Reggimento con il 19° formava la Brigata Brescia, nel Maggio del 1916 faceva con la Brigata Ferrara della 22^ Divisione. La zona del fronte occupata era dal Monte San Michele alla Sella di San Martino. Il 14 Maggio L'esercito Austriaco svolge un azione dimostrativa nel settore del Fronte dell'Isonzo per mascherare l'inizio dell'offensiva nel Trentino conosciuta come "Strafexpedition".

Nella mattinata l’artiglieria nemica con tiro lento ed insistente a granate e shrapnel batte la fronte della 21^ divisione, specialmente in corrispondenza dell’ “Elemento quadrangolare”. Verso le ore 14 apre violentissimo fuoco di tutti i calibri a granata e a shrapnel e con grosse bombarde, battendo con intensità eccezionale tutte le trincee ed i camminamenti della 22^ divisione, alle quali sembra che abbia prodotto sensibili danni.

Verso le 15 sono fatte intervenire alcune nostre batterie per tiri lenti di rappresaglia contro i trinceramenti nemici e doline retrostanti, ove sono ricoveri e comandi, e continuando poi il fuoco nemico con la massima intensità. Verso le ore 17 sono stati fatti eseguire alcuni tiri contro batterie nemiche ben individuate col concorso delle artiglierie e degli altri corpi d’armata.

Verso le 19 sulla fronte “Albero Isolato”-“Cappella diruta”-“Groviglio” si manifesta vivace fuoco di fucileria e si notano movimenti di fanteria contro i quali entrano prontamente in azione le artiglierie da campagna e gli obici pesanti campali mentre i medi calibri eseguiscono tiri d’interdizione sul rovescio delle linee nemiche.

Il fuoco dell’artiglieria avversaria continua violentissimo sin verso le ore 21, poi va attenuandosi.




 14 maggio 1916

Giornata terribile. Dalle 14.30 alle 20 tutto il settore di San Martino, è stato sottoposto a un bombardamento nemico formidabile. Noi qui, nella Lunetta quasi incolumi; la mia compagnia ha avuto soltanto 4 morti e otto o nove feriti. Da uno spiraglio aperto fra i sacchetti, ho assistito a una scena infernale . Incredibili gli effetti dei duecentottanta e dei trecentocinque forse. (E cadevano anche in prima linea) . Sotto la catteratta dei proiettili saettati dal cielo, tutto il terreno della zona battuta, dal gelido volto di pietra, si è mutato ai miei occhi esterefatti in una immane lastra di piombo fumigante e in bollore come la crosta di certe focacce troppo esposte alla fiamma.... Ma in certi momenti il fimo prodotto da le esplosioni era tale che non si scorgeva più nulla; una cortina di fumo acre stagnante, dilacerata qua e là da schianti rossi, vividissimi, in mezzo ai quali nettamente si distinguevano proiettati in alto, da uno svolazzare macabro di fantocci, corpi umani fatti a brani; gambe,braccia, torsi stroncati....Una vera bolgia dantesca.
La nostra artiglieria,poco attiva fino al momento buono, dell'attacco cioè nemico che si è sferrato alle 20, ma poi..... 

Tratto da "Storie di Uomini Dal Fronte di San Martino" di Gianfranco Simonit:



Mappa con le linee della zona di San Martino del Carso



  Per questo post ringrazio Lucia Masotti

lunedì 25 maggio 2015

Soldato CILLANI Angelo




261° Fanteria Brigata Elba


Nato a Argenta (FE) il 14 Dicembre 1897
Disperso sul Kolovrat (Vodice  sull. Albo d'Oro) il 24 Ottobre 1917




Note Storiche:

La Brigata Elba con i reggimenti 261° e 262° apparteneva alla 3^ Divisione unitamente alle Brigate Arno e Firenze, erano in forza al VII° Corpo D'armata. Il giorno 24 Ottobre 1917, iniziò la battaglia di Caporetto e la Brigata Elba si trovava  di riserva con i suoi Reggimenti nella zona tra Zavarat e Oberneto il 261° mentre il 262° Rucchin, Monte Fortin e sui costoni della strada Pusno- Srednje e C.Clava  e Malinske.
Alle 15 del 24 Ottobre il Tenente Colonnello Pucci Comandante del 261° Fanteria, riceve l'ordine dal Generale Spiller, di schierare il II/261° dal Monte Podlabuc a Casoni Solarie, alla sua destra di schiera il III° sul Monte la Cima, mentre il I° da Monte Fortin a S. Volfango. La Elba tenne il 25 la linea di resistenza d'Armata da Monte Navercu fino a San Volfango-sperone Skale cubendo cospicue perdite per il bombardamento della linea. il II/261° fu quasi annietato sul Podlabuc e a Passo Zagradan. Prima dell'alba alle ore 5.30 del 26 Ottobre Pucci fu chiamato da Spiller che gli ordinò di ritirare gradatamente i suoi reparti dalle posizioni in modo da non insospettire le truppe Tedesche.

(fonte "Le Termopili Italiane: la battaglia di Cividale" di Paolo Gaspari)

Il soldato CILLANI è morto quasi sicuramente durante l'attacco Tedesco del giorno 24, rimanendo sul terreno per poi essere dichiarato disperso. 

Ho inserito nel blog questo caduto anche se non fa parte di quelli morti nella zona del carso, perché ho voluto esaudire la richiesta che mi è pervenuta della nipote Michela Rimondi, la quale ringrazio .


mappa dello schieramento della Brigata Elba  alla vigilia del 24 Ottobre 1917;





mappa con indicati i luoghi dove si trovava dopo le ore 15 del 24 Ottobre fino al giorno successivo la Brigata Elba:




domenica 17 maggio 2015

Caporale MARCHESA Francesco Angelo e Soldato MARCHESA Secondo Francesco




74° Fanteria Brigata Lombardia

Caporale MARCHESA Francesco Angelo 

Nato a Torino il 17 Novembre 1897
Morto a Castagnevizza del Carso il 23 Maggio 1917
Sepolto------


Soldato MARCHESA Secondo Francesco

Nato a Torino il 30 Dicembre 1896
Morto a Castagnevizza del Carso il 23 Maggio 1917
Sepolto a -----


Note Storiche:

I Fratelli Marchesa appartenevano al 74° Brigata Lombardia, che nel corso della X^ Battaglia dell'Isonzo si trovava a far parte con la Brigata Bologna della 31^ Divisione, operante in zona
tra quota 251 a Sud di Castagnevizza del Carso a Nord di Hudi Log.
Il giorno 23 Maggio 1917 alle ore 6 iniziava il fuoco intenso di artiglieria e bombarde, con buoni risultati nonostante vi era un pò di vento. Il nemico reagiva controbbatendo con vivacità specialmente le linee avanzate. L'attacco delle Fanteria cominciò alle ore 16.05.

Tratto da "Il Carso Dimenticato" Antonio Scrimali e Nicola Persegati:

Raggiunte le prime posizioni avversarie, i fanti italiani trovarono una sorpresa.
"La trincea è sgombera, l'avversario si è ritirato sulla linea di resistenza. I battaglioni sebbene il fuoco nemico si faccia più violento, non si fermano ma procedono nell'avanzata, ed alle ore 17.40 si portano all'altezza dell'acquedotto proveniente da Castagnevizza - Scrisse il Comandante del 74° Reggimento nel diario storico militare - Sulla posizione raggiunta, avendo nello sbalzo impetuoso, oltrepassato di parecchio i reggimenti laterali, e restando la linea co le ali scoperte e senza appoggio per mancanza di collegamenti, i battaglioni restano in attesa di essere raggiunti dai reggimenti laterali.

Tratto da "L'ora K" di Arnaldo Calori:

E' l'ora "K" : un urlo, una corsa un primo ferito che si trascina in terra e ci grida che dobbiamo correre avanti. All'intorno soldati che si fermano: morti? .....feriti?.....chi ci capisce nulla? Avanti a piccoli sbalzi tra schianti di granate, sibilare di mitragliatrici. Ci hanno visto avanti! .....ci sembra di aver percorso chissà quanta strada in chissà quanto tempo invece sono poche centinaia di metri.... Ci fermiamo, aggrappati ad un sasso, dentro una buca  di granata, a piccoli gruppi: soldati di tre o quattro reggimenti. Si cerca di rimettere un pò d'ordine, ma non ci si riesce. Alla nostra destra non avanzano e noi, che abbiamo oltrepassato l'obiettivo assegnatoci, non sappiamo che fare, non abbiamo ordini...Intanto il nemico continua a bombardarci rabbiosamente, fin che la notte, non ci porta, col buio, qualche istante di tregua.

Tratto da "In Faccia alla Morte" di Mario Tinti:

I proiettili nemici ci cadono attorno, sempre più spesso e con più precisione; la cortina di fumo ci avvolge con maggiore densità e le pietre lanciate nell'aria grigia, dalle innumerevoli esplosioni, ricadono sopra di noi come grandine. C'è proprio da perdere la ragione. Lo sguardo terrorizzato d'ognuno lascia ben comprendere quale incubo gravi sull'animo smarrito.
Intanto il mio pensiero vola ai cari ed al paese lontano e porta a loro un affettuoso saluto. Fugacemente il ricordo più volte provando la sensazione di trovarmi accanto alla mamma, ai fratelli, agli amici, mentre mille ricordi affollano la mia mente stordita. Nonostante che il furore della battaglia richiami la mia attenzione, il pensiero ritorna insistentemente alla mamma carissima che mai riuscirà ad immaginare la gravità della situazione in cui mi trovo.
Nel frattempo anche a noi viene comunicato l'ordine di avanzare.
Allora il Tenente Diana Comandante di Compagnia che ci aveva suggerito di procedere a file indiana mantenendoci ad un intervallo di alcuni metri, ordina di seguirlo e per primo esce dalla trincea lanciandosi decisamente verso la posizione prestabilita. Con la massima velocità consentitaci dalle forse e dall'asperità del terreno, il quale non rivela le molteplici accidentalità finchè non lo si attraversa, percorriamo il tratto scoperto e bersagliato, attraversiamo i reticolati sconvolti dal fuoco dei nostri cannoni e, sorpassata la trincea nemica, andiamo a sostare in una piccola conca nella quale vegetano vari cespugli di nocciole.
Una breve sosta è sufficiente per constatare il mancato arrivo di molti compagni che nel percorso sono rimasti uccisi o feriti. Intanto un nuovo ordine ci comanda di proseguire per correr e in rinforzo alla 10^ Compagnia. Senza esitare un attimo riprendiamo l'avanzata, ma, per le insistenti scariche delle mitraglie e dei cannoni nemici, nella nuova dolina (battezzata con il nome di Bari) ove si è ricoverato il Battaglione, la Compagnia arriva semidisfatta. L'intenso fuoco nemico ha colpito tremendamente ed ha provocato delle involontarie deviazioni di percorso, cosicché attendiamo nella dolina il ritorno dei ritardatari. Mentre il Comandante la Compagnia ci riunisce per fare 'appello onde constatare il numero dei presenti e dei mancanti, s'ode inaspttatamente il sibilo di un nostro proiettile che s'approsima celermente su di noi, evidentemente per un errore di calcolo della distanza.
Ognuno di noi trattiene il respiro per la forte sorpresa mentre il grosso shrapnels esplode fragorosamente sopra il nostro gruppo senza che alcuno avesse avuto la forza ne il tempo di muoversi un passo.  Ne segue uno sbandamento generale ed un gridare di voci che si confondono con i lamenti dei feriti più gravi che invano gridano soccorso. Però passati quei primi momenti di spavento anche i soldatid'altri reparti escono di ricoveri per portare aiuto ai feriti che purtroppo sono assai numerosi e fra i quali si trova anche il Tenente di Compagnia (Diana Edoardo di Palermo che morirà lo stesso giorno). I morti sono una dozzina che vengono adagiati in un cantuccio della dolina e coperti con teli da tenda in attesa che si prepari una fossa in un punto meno esposto ai tiri. Io me la sono cavata miracolosamente bene.

Dopo il primo balzo in avanti, iniziò per la Brigata Lombardia un drammatico dissanguamento di tre giornate . Venne ordinata ai suoi superstiti un'avanzata impossibile contro l'insuperabile fascia di reticolati intatti. Sotto il maglio implacabile dell'artiglieria avversaria, i resti dei battaglioni non poterono far altro che raggiungere, chi ci riusciva le buche di granate sotto il reticolato e cercarvi rifugio, mentre sugli ordini risuonava implacabile la frase: "BISOGNA AVANZARE ALL'ORA INDICATA A OGNI COSTO",




Due Fratelli

Ridevate quel giorno dove vi guardavate strani, entrambi con addosso quel nuovo abito di grigioverde.
La vostra vita mutava allora, un qualcosa di piu’ grande di voi chiamata guerra, vi prese sotto le sue mani fredde.
Vi tolse da una spensierata gioventu’, che vi aveva visto crescere insieme, in quei pochi anni volati via veloci, come un soffio di vento.
Non vi siete resi conto di come quella vita gioiosa, piena di progetti e speranza, andava via da voi;
La vita ora prendeva un’altra strada che increduli dovevate fare, una strada del percorso segnato, ma voi vi sentivate forti.
Eravate tutto per i vostri genitori, dove la loro gioia vi aveva visto arrivare a pochi mesi l’uno dall’altro, quasi da sembrare due gemelli.
Quello crescere insieme vi ha portato ad essere sempre inseparabili nel bene e nel male, anche quel giorno, dopo che avete fatto il possibile per essere insieme, nello stesso reparto, per sentirvi meno soli.
Sempre uniti nelle notti di paura, solo i vostri occhi parlavano, il cuore batteva quasi all’unisono quel giorno di primavera, la terra intorno tremava forte, voi fermi, vi facevate forza, vi sembrava di sognare, che presto tutto sarebbe finito svegliandovi da un brutto incubo nel vostro dolce letto di casa.
Ma non era cosi’, poco dopo nel meriggio, dove il sole caldo bruciava il vostro cuore, dovevate uscire fuori dal quell’attesa che vi stava consumando nei tanti pensieri.
Ma eravate insieme, la paura nel vostro farvi coraggio veniva un po’ a meno, una pacca sulla spalla, un sorriso anche se era questa volta era un po’ forzato, ma sincero.
Arrivo’ veloce quell’ora dove le vostre mani fecero forza per far saltare oltre quello che vi proteggeva , ora eravate fuori fragili, come un petalo di un fiore allo scoperto.
Dall’altra parte qualcuno prese la mira, non sapeva nulla di voi, lui solo lo doveva fare, anche lui tremava con quel dito sul grilletto, voleva sognare anche lui quando in quell’attimo sparo’, e cosi’ uguale gesto fece anche un suo compagno,
La vostra corsa si fermo’, cosi’ all’improvviso, nemmeno il tempo dell’ultimo abbraccio, nemmeno il tempo di un saluto, nemmeno il tempo di guardarvi negli occhi per l’ultima volta.
Il sole guardava dall’alto i vostri corpi distesi, come addormentati senti il vostro dolore, quello della vostra madre che in solo attimo vi perse entrambi per sempre in questo destino crudele.
Anche il sole pianse nel vedere questo, questo era troppo anche per lui; volle che presto venisse la notte per non vedere piu’ quei due ragazzi distesi, gli faceva troppo male, perché il sole sapeva chi erano, e cosi’ lascio’ alla luna che li colga tra le sue braccia….in quel cielo infinito di stelle per sempre…..

Mauro A.



Dolina Bari il cavernone inizialmente usato come posto di medicazione durante la X^ Battaglia



Dolina Bari 


Dolina Bari resti di baraccamenti in cemento




Mappa con le doline della zona dove si trovava la Brigata Lombardia nel corso della X^ Battaglia dell'Isonzo



lunedì 11 maggio 2015

S.Tenente Pilota LACAVA Teodorico


39° Squadriglia Aeroplani

Nato a Isernia il 27 marzo 1895
Disperso Zona Gorjansko il 19 Agosto 1917


Decorato di Medaglia d'Argento al Valor Militare 


Con sollecita cura il Governo volle premiare degnamente l'eroico tenente Lacava e gli decretò la medaglia d'argento al Valore con la seguente motivazione: "Pilota di aeroplano, diede costante prova delle più alte virtù militari, portando sempre a termine, con entusiasmo, i difficili mandati affidatigli. I1 4 agosto 1917, sotto un violento tiro antiaereo, coadiuvando l'osservatore in modo perfetto, gli permetteva di compiere un importante rilievo fotografico a bassissima quota. I1 19 agosto 1917, partito volontariamente per un bombardamento, con sereno spirito di abnegazione attaccava forze avversarie superiori, che gli impedivano di raggiungere l'obbiettivo, sopraffatto dal numero, resisteva fino all'ultimo e, piuttosto che cedere, preferiva morire, affermando mirabilmente i nostri colori nel cielo nemico.
Cielo del Carso 4-17 Agosto 1917


 Note Storiche:

Nel corso dell'XI^ Battaglia dell'Isonzo, il tenente Teodoro Lacava (o  La Cava in altre fonti) venne abbattuto nei pressi di Goriansko su di un S.P. della 39ª Squadriglia perdendo la vita assieme all'osservatore tenente Cesare Poccianti. Ad abbatterli fu l'Haupt.Godwin Brumowski, destinato a diventare il maggior asso AU del conflitto, a bordo dell'Albatros D.III 153.06. A condividere questa vittoria, la sua 17ª, furono il Fw. Josef Novak ed il Kpl. Heinrich Mayrbaürl, a bordo rispettivamente dei Brandenburg D.I 28.40 e 28.65.
Su 218 Aeroplani un solo apparecchio non aveva fatto ritorno alla base quel giorno ed era il suo.

Ringrazio Paolo Varriale per le informazioni in merito

Mappa della zona di Gorjansko:

 




venerdì 1 maggio 2015

S.Tenente COIRO Camillo Luigi




138° Fanteria Brigata Barletta

Nato a Pignola di Basilicata il 4 Marzo 1892
Morto sul Monte S.Michele il 18 Agosto 1915
Sepolto al Sacrario di Redipuglia (Erroneamente come 29° Fanteria)






Decorato di Medaglia d'Argento al Valor Militare 


Di vettovagliamento, attraversando una zona soggetta a violento fuoco d’interdizione del nemico, portava alle truppe seriamente impiegate, su di una linea da poco conquistata, le vettovaglie, dimostrando singolare energia e grande sprezzo del pericolo. Fattosi ognora più difficile la situazione, volontariamente si metteva a disposizione di un comandante di compagnia che aveva perduto tutti gli ufficiali, contribuendo efficacemente alla tenace resistenza coi pochi superstiti, incoraggiandoli con la parola e con l’esempio, finchè vi lasciò gloriosamente la vita.-
Marcottini?? (Carso), 18 agosto 1915.

Note Storiche:

Il 138° Reggimento Fanteria unitamente al 137° apparteteneva alla Brigata Barletta.
Il giorno 18 Agosto 1915 tale Brigata aveva i suoi Reggimenti impiegati con un battaglione del 138° alle dipendenze dal 16 Agosto della 25^ Divisione, mentre i restanti due battaglioni che erano a disposizione come riserva del XIII Corpo D'armatavenivano dislocati rispettivamente dietro la fronte della 25^ e 31^ Divisione, per poter essere in grado di rafforzare le occupazioni in caso di attacco.
La zona è per il II°  battaglione aggregato alla 31^ quella di Redipuglia. 
Il giorno prima furono conquitati dopo un attacco tratti di trincea delle Frasche Secche ad opera del 50 battaglione Bersaglieri e dal I° battaglione del 123° Fanteria Brigata Chieti nella posizioni di fonte quota 121.

Il Tenente Coiro nella giornata del 18 Agosto, fu ferito mortalmente colpito da una granata a sud ovest di San Martino del Carso.  La stessa granata uccise anche due Capitani, uno era Poccapaglia Umberto dello stesso Reggimento.
Da una testimonianza diretta del fatto descritta da un Ufficiale che rimase leggermente ferito : << Al momento dello scoppio mi trovavo a dieci passi appena da quel riparo, un'altra granata mi sbalzò dal mio posto e mi ferì; istintivamente cercai un riparo più sicuro e capitai in quello dei tre Ufficiali. Quattro corpi erano ammmucchiati nell'interno ed un altro di un bel giovanotto bruno, si trovava all'entrata, seduto a terra, in atteggiamento di chi, stanco di vegliare, si fosse addormentato>>

L'incontrai dieci giorni prima di partire per i confini. Camminava con la sua abituale sveltezza, e mi parve avesse tutta l'aria di un collegiale in vacanza. Era senza sciabola.
- Bravo gli dissi scherzando - Pare che vai a una festa di ballo.
- Macchè - mi risponde sorridendo d'un sorriso che sembrava di noncuranza ed era di sfida - A Trieste andremo a colpi di pugno.
Gli dissi arriverderci. Egli mi guardò con occhi sereni e sorridenti, in cui si specchiavano la bontà e la fede della santa causa, e soggiunse: - A Trieste.
Il fratello l'ha sepolto dov'è caduto, la sul pianoro del Carso insanguinato, di fronte al nemico, in faccia alla sua Trieste, e gli ha messo sul petto il ritratto della sua fidanzata perchè egli senta sotto le nere zolle, sul cuore ghiacciato della morte,il fremito di quell'ultimo messaggio d'amore.




 Mappa IGM indicante la quota 121.