In questo blog voglio raccontare e trasmettere le storie di questi uomini diventati soldati e che oggi a cent’anni di distanza non vengano dimenticati.
Sono storie nella storia di quella che fu la Grande Guerra.
Questi caduti sono morti sul carso, in quei due anni e mezzo di sanguinose battaglie, molti di questi oggi riposano al sacrario di Redipuglia con un nome, ma per la maggior parte questo non è stato possibile. Voglio così onorare la loro memoria con questo mio tributo.

Vorranno dimenticarvi, vorranno che io dimentichi, ma non posso e non lo farò. Questa è la mia promessa a voi a tutti voi.

Vera Brittain

mercoledì 31 dicembre 2014

Soldato BELLEGATI Domenico






113° Fanteria Brigata Mantova

Nato a Prignano sulla Secchia (MO) il 24 Febbraio 1895
Morto a Quota 219 (Selo) il 2 Giugno 1917
Sepolto al Sacrario di Redipuglia tra gl'ignoti.




Note Storiche:

 23 maggio 1917
Il 113° Fanteria assieme all'altro reggimento della Brigata Mantova nel corso della X^ Battaglia dell'Isonzo, apparteneva alla 33^ Divisione  inizialmente con la Brigata Padova.
La Brigata Mantova con i suoi cinque battaglioni, doveva attaccare dopo aver superato il ridottino austriaco di quota 208 Sud, dovevano portarsi al quadrivio di quota 192, e attaccare le posizioni di quota 238 e 241. Mentre cinque battaglioni della Brigata Padova e un battaglione del 113° schierata su tre scaglioni all'ala  sinistra doveva attaccare a Nord con successivi avvolgimenti da est le quote 238, 235 e 219. Il 113° fanteria, occupate le prime due linee di trincee nemiche, puntò sulle posizioni di quota 238 e 241 affermandosi su quest'ultima.
Alla sera causa le rilevanti perdite della 33^ Divisione fu messa alla stessa a disposizione la brigata Granatieri.

25 Maggio 1917
La 33^ Divisione costituì due masse di manovra la prima: Brigata Bari e Siena e 1° Granatieri doveva puntare lungo le direttive Selo-Stari Lovka. indi volgere a Nord per attaccare di rovescio le difese nemiche (q.241-1.247-q.224-q.246) che ostacolavano l'avanzata delle divisioni 34^ e 31^.
La Brigata Mantova e Padova e II° Granatieri   avevano il compito di sboccare a est di quota 238 e puntare verso Versic e Korite.

26 Maggio 1917
La 33^ Divisione riuscì tuttavia a rioccupare la quota 241, perduta la mattina e a mantenersi sulle pendici occidentali di quota 219.

27 Maggio 1917
La Brigata Mantova viene ritirata nella notte tra il 27 e il 28 maggio dalla prima linea e mandata a riposo a Cassegliano.

Il Soldato Bellegati, morirà il 2 giugno 1917, giorni successivi alla presenza del proprio reggimento in prima linea. Sicuramente egli sarà stato ferito gravemente nei giorni 26 o 27 Maggio e rimasto li prima di essere trovato. per essere successivamente curato, è  probabile che per  la sua grave ferita e di non essere stato ritrovato immediatamente, abbia poi procurato la sua morte avvenuta in zona quota 219 il 2 giugno 1917. Il suo corpo venne poi recuperato il giorno 6 giugno.
Questa puo' essere l'ipotesi più probabile, se non quella che nonostante il cambio della brigata che scendeva a riposo, si sarebbe trovato in una zona avanzata ed esposta al fuoco nemico tanto da non poter ripiegare,  e rimase li fino al 2 giugno dove fu colpito mortalmente.
Egli riposa oggi nel sacrario di Redipuglia tra gl'ignoti.

Ringrazio il nipote Antonio Camerini


mappa con indicata la zona di azione della 33^ Divisione:











Tenente BOMPIANI Giorgio




L° Battaglione Bersaglieri

Nato a Roma il 28 Settembre 1888
Morto a Castelnuovo del Carso il 30 Luglio 1915
Sepolto a Roma cimitero del Verano

Decorato di Medaglia d'Argento al Valor Militare



Con esemplare calma e coraggio guidava la compagnia nei vari appostamenti, e nel condurla, poi, all'assalto, si lanciava primo, sulle trincee nemiche, dove cadeva mortalmente colpito.
Castelnuovo, 30 Luglio 1915


Tratto dal libro di Ludovico Lommi "Da Bersagliere ad Ardito":

II^ battaglia dell'Isonzo il L° Battaglione Bersaglieri si appresta ad entrare in linea per la prima volta, lo farà il giorno 28 Luglio 1915, lasciamo ora, al racconto del libro:

Al mattino del 28, al mio battaglione giunse l'ordine di portarsi in linea ed attaccare il Trincerone Rosso, uno dei famosi Trinceroni dei bollettini del Comando Supremo.
Già precedentemente erano stati scagliati attacchi considerevoli contro il Trincerone Rosso, ma i nostri sforzi erano sempre stati infranti dal nemico che si difendeva con forze preponderanti e con molte mitragliatrici.
Il 28 mattina, il 111° e 112° fanteria duramente provati, da aspri continui combattimenti, ricevettero il cambio da noi. Dal bosco di Sagrado alle quattro, in perfetto ordine e silenzio, ci preicipitammo su  Castelnuovo e, ormai in campo aperto, ci schierammo in ordine di combattimento.
Verso mezzogiorno fu recapitato l'ordine di occupare quota 121.
Oltre la nostra trincea c'era una larga dolina capace di accogliere un plotone poi, avanti ancora, un piccolo riparo abbandonato, cento metri più in là il trincerone austriaco.
Lo schieramento d'attacco del battaglione comprendeva le 4 compagnie, con due plotoni in prima linea e due di rincalzo. Quello del S.Ten Lommi faceva parte della 5^ Compagnia comandata dal Tenente Bompiani.
Il tenente Bompiani alla testa della 5^ compagnia, che era la compagnia di direzione, si scagliarono risolutamente avanti e raggiunsero il primo riparo.  Parve che dal trincerone avessero notato l'audacia dei bersaglieri, e allora un violento fuoco di fucileria e mitragliatrici cominciò sulle nostre posizioni, rendendo impossibile il successivo balzo.
L'attacco si arrestò inesorabilmente e il terreno fu seminato di morti e di feriti.
Subito dopo Il S.Tenenete Lommi rimane ferito gravemente.
Il Tenente Bompiani mi chiedeva affettuosamente: "Dove sei ferito, povero amico, dove sei ferito?"
Mi sentivo morire, il mio sangue mi usciva anche dalla bocca, chiedevo insistentemente da bere.
Ora la fucileria era spaventosa.
Ad un tratto le vedette diedero l'allarme: "Gli Austriaci vengono avanti!"
Il Tenete Bompiani si alzò con impero e disse" Su bersaglieri! Chi si sente d'impugnare un fucile, per i nostri feriti, per la vita di tutti, si alzi!". Si alzarono tutti. " Sparate con calma! Puntate con calma!!
Una mattina in ospedale il bersagliere Vinti - il mio attendente, si presentò tutto commosso: al primo vedermi delle lacrime gli solcarono le guance.
"Signor Tenente, si diceva, che lei era morto!"
Mi...disarmò, gli chiesi di darmi qualche notizia.
Brutte notizie: Il nostro Tenente aveva ricevuto l'ordine di avanzare ad ogni costo e dopo aver invano esposte le gravi difficoltà nell'attaccare il trincerone, era andato a morire con pochi votati alla morte: Chiodini, Garagnani... Garagnani uno dei miei salvatori.
La compagnia era distrutta, aveva perduto più di centocinquanta uomini e si trovava senza ufficiali. Il cadavere del povero tenente era sotto i reticolati del Trincerone; quanti avevano tentato di recuperaro avevano perso la vita. Il Generale Bompiani, padre del Tenente, era stato avvertito dell'accaduto e si trovava a Castelnuovo desolatissimo.
Il cadavere dell'eroico Tenente Bompiani fu recuperato ormai in decomposizione, dal caporale Zanchetta il 10 Agosto 1915; nell'eroica impresa il valoroso guadagnò la medaglia di bronzo al valore.

la mappa tratta dalla Relazione Ufficiale dell'Esercito Italiano con indicato il Trincerone Rosso:


Tomba del Tenente Bompiani al Cimitero del Verano a Roma:


Per la foto ringrazio Federica Delunardo


domenica 28 dicembre 2014

S.Tenente DE GREGORI Ettore



155° Fanteria Brigata Alessandria

Nato a Camogli (GE) il 4 Ottobre 1892
Morto all'Osp. da Campo 75 a Sagrado il 28 Luglio 1915
Sepolto a --------

Sull'Albo d'oro compare come DEGREGORI, non presente al Sacrario di Redipuglia tra i noti.

Note Storiche:
La brigata Alessandria con i suo reggimenti 155°-156° apparteneva durante la II^ battaglia dell'Isonzo con il 156° alla 21^ Divisione, settore di destra  fronte San Martino del Carso con il 30° reggimento della Brigata Pisa, mentre il 155° era con la 22^ Divisione e con i battaglioni divisi e assegnati a tre settori: il settore di sinistra linea fra la rotabile e le posizioni fronteggianti la quota 197, con due battaglioni del 19° e il II del 29° c'era il III/155° in seconda linea.
Metà del II/155° con il I/39° in prima linea a ovest del Bosco Lancia.
il I/155°  era di riserva di settore nel gruppo Sassari fronte Bosco Lancia.
Nel giorno 26 Luglio la lotta maggiore si ebbe verso la selletta di San Martino del Carso dove furono impiegati sia il I che il II battaglione del 155° reggimento, dove riuscirono ad occupare la quota 174 che dominava la sella di San Martino. In questi attacchi fu ferito il S.Tenente De Gregori che morita' poi il giorno 28 Luglio all'Ospadaletto da campo 75 a Sagrado.

mappa con indicata la quota 174 dove fu attaccata dai battaglioni del 155° reggimento.





sabato 27 dicembre 2014

S.Tenente SGARITO Giuseppe





47° Fanteria Brigata Ferrara

Nato a Favara (AG) il 18 Febbraio 1887
Morto a 22^ Sez. Sanita' il 4 Ottobre 1916
Sepolto al Sacrario di Redipuglia



Tratto dal Libro di Mario Puccini "Davanti a Trieste":

La brigata Ferrara il giorno 4 Ottobre era in linea tra Opacchiasella e Loquizza apparteneva con la Brigata Brescia alla 21^ Divisione, zona quota 194.

Cinque giorni di Vallone ci hanno ridato energia e buon umore. Abbiamo mangiato di nuovo i maccheroni caldi e fatto saltare qualche tappo. Riacquistiamo tutti la parlantina della tavola, per incanto. Anche i taciturni come Sgaritto, lasciano filtrare, tra i denti, qualche frizzo e sorriso. Sgaritto ha fatto anche di più: ha cantato. Una vocina di grillo con un sentimento d siciliano. Gli occhietti piccoli gli scintillavano, come se, cantando egli votasse negli occhi i suoi ricordi, i suoi amori, tutta la sua giovinezza.
Ora non è più. Una bombarda nemica lo ha ucciso.
Egli era con il suo plotone, nella dolina che si addossa alla linea. I suoi soldati, affamati e stanchi, aspettavano il rancio, brontolando. Egli li teneva fermi attorno a se con la parola e con lo sguardo.
Era buono e leale. I suoi fanti credevano in lui, perchè non era capace di quella bugie o di quelle frasi, che taluno si lascia spesso scappare per tenere calmi gli animi.
Egli non diceva: - Domani andremo a riposo. Siamo dunque per oggi, forti e pazienti.
Diceva la verità e tremava con i suoi uomini. Ma non di paura.
Quand'eravao a tavola, sul Cappuccio (Bosco Cappuccio), egli ricordava così l'ultimo combattimento sul San Michele (e gli occhi gli lucevano, come per la febbre):
- La più grande, la più dolce e insieme la più terribile ora della mia vita fu quella che vissi, quando conquistammo la trincea Vicinanza. Con le mani, con le rivoltelle, con i fucili si sfondava il tetto della trincea avversaria. Gli austriaci sentendoci così sopra, non sparavano più Qualcun sotto quella pioggia di bombe a mano urlava: - Bono Italiano!
- E noi si rideva, si piangeva, si gridava, Eravamo tutti come dei pazzi.
Ora anche Sgaritto è morto.
Il rancio era appena arrivato. Fumavano le marmitte tra le croci della buca. Le gavette dei fanti rilucevano. I primo raggi della stanca aurora non potevano riscaldare i corpi oppressi: ma il rancio - oh sì! - avrebbe riscaldato.
Quell'affollamento intorno alle marmitte non piacque però al capitano Grossi. Il quale disse a Sgaritto: - Disciplini codesta distribuzione.
E Sgaritto, con le parole e con le braccia era in mezzo ai fanti.
- Uno alla volta ragazzi. C'è da mangiare per tutti.
Aveva appena pronunciato queste parole, quando una bombarda (nostra o Austriaca?) precipitò in quel folto.
Uno schianto terribile: e subito, urla, gridi, gente che fugge all'impazzata.
Tra le croci divelte e le marmitte rovesciate, una trentina di corpi giacciono: dilaniati.
Alcuni, feriti, tentano di rialzarsi, ma ricadono, urlando di dolore: altri sollevano la testa e traggono l'ultimo respiro. La terra tutt'intorno è rossa. Il sangue scorre tra le gavette e pasta rovesciata, confondendo il suo vapore con quello della vivanda.
Sgaritto giace a bocconi. Una gamba gli è stata staccata di netto. Egli allunga la mano verso la gamba tronca e, con un soffio: - La mia gamba, la mia gamba! Mormora.-.
Lo misero subito in barella. Ma non parlava più.
Potrò io mai dimenticare la sua persona adagiata nella barella, le mani in croce sul petto? Lo chiamai, ma egli non mi riconobbe.
E nessuno poté ridargli quella vita ch'egli, dopo la morte del fratello in guerra, aveva consacrata a sua madre. Ho ancora, negli occhi, l'impressione di quel corpo che, affondato nella barella, pareva di un peso immane. Era ormai l'abbandono dell'agonia. Ho quasi il rimorso di non aver mai fatto nulla per lui: di non avergli dato un mio libro, un ricordo, un fiore. Io l'ho appena salutato morente.

mappa con indicata la posizione occupata dalla Brigata Ferrara nei primi gioni di ottobre fino alla VIII Battaglia dell'Isonzo:




mercoledì 24 dicembre 2014

Sergente LAFFi Enea



48° Fanteria Brigata Ferrara

Nato a Borgo Panigale (BO) il 25 Luglio 1892
Morto a quota 89 il 9 Luglio 1915
Sepolto a---------


Note Storiche:
La Brigata Ferrara con i reggimenti 47°- 48°  dal 3 Luglio 1915, entra  far parte della 20^ Divisione. Il giorno 5 alle ore 4 gli fu affidato il compito di attaccare il "Trincerone" nei pressi di Castelnuovo  con i battaglioni del 47° Fanteria. Mentre il 48° si trovava nella sua destra verso la quota 89 e Redipuglia dove non effettuò attacchi di rilievo contro le linee Austriache. Subirà il giorno 6 luglio un violento fuoco di artiglieria verso la quota 89 tenuta dal II battaglione. Il giorno 8 fu ordinato alla Brigata Ferrara di passare alle dipendenze dell'IX C.A. dall'attuale X cosa che non avvenne  nei tempi previsti dove prevedeva che il 48° sostituisca il 47° provato duramente dalle molte perdite durante i giorni precedenti.  Il giorno 9 Luglio il 48° era ancora in linea quota 89 e saràproprio il quel tratto di fronte che il Sergente LAFFI troverà la morte.


mappa del 19 con le posizioni occupate successivamente dal 48° Fanteria visibile il "Trincerone" di Castelnuovo:







martedì 23 dicembre 2014

S.Tenente AGOSTINI Enrico



2° Reggimento Ariglieria Pesante 
9° Gruppo Obici pesanti Campali

Nato a Treviso il 13 marzo 1892
Morto nell'Osp. da campo nr. 31? in seguito azione di gas asfissianti il 29 Giugno 1916
Sepolto al Sacrario di Redipuglia





Note Storiche:
Il giorno 29 Giugno 1916, poco dopo le ore 5, nel settore dell'XI C.A., l'avversario comincia su tutto il fronte un nutrito fuoco d'interdizione sul rovescio delle nostre e posizioni e contro i passaggi dell'Isonzo. Successivamente inizia un attacco con procedimento nuovo e preparato da lungo tempo in ogni sua particolarità. Dalla prima linea austriaca apparecchi intervallati ogni 50 metri, lanciano gas venefici, i quali piombando sulle nostre prime linee, sorprendono con fulminei effetti laterali e di annichilimento le nostre truppe che in massima non hanno il tempo di mettere le maschere o che pur applicandole hanno già assorbito il veleno.
I gas venefici, avanzando grazie a un lieve movimento dell'aria, invade tutte le posizioni retrostanti, insinuandosi nei canaloni, nelle vallette e investendo rincalzi e ricoveri, ove le truppe generalmente dormivano. L'immediato violentissimo effetto dei gas consentiva al nemico di occupare molti tratti della prima linea. La prima difesa della zona è compiuta dal 10° Fanteria. Il Colonello Gandolfo riesce gradatamente a raccogliere un nucleo di truppe con il quale deve guardare tutto il settore Regina e procede offensivamente sul fianco del nemico penetrato nel settore Pisa.
. Ripresa la posizione del Bosco Cappuccio si procede offensivamente sulla linea delle lunette.
Riprendendo le posizioni perdute al mattino.
Le perdite misurate all'incirca alla sera del 29 Giugno 1916 ammontarono:
21^ Divisione : Ufficiali 109 - truppa 4200
22^ Divisione : Ufficiali 73 - truppa 2050
Con un totale di circa 182 Ufficiali e 6250 uomini.

Il S.Tenente Agostini pur appartenendo all'artiglieria pesante, disposta a una distanza maggiore rispetto alla zona investita dai gas, doveva svolgere il servizio di osservatore di Artiglieria, cosa che dove effettuare nella zone delle prime linee, per questo si è trovato anch'egli investito dai gas venefici,
che  ha causato la sua morte.



mappa della zona investita dall'attacco dei gas il 29 Giugno 1916:







Sergente SCURA Umberto




260° Fanteria Brigata Murge

Nato a Roma il 17 Ottobre 1894
Morto a Quota 145 Nord il 26 Maggio 1917
Sepolto a---------

Decorato di Medaglia d'Argento al Valor Militare

Con mirabile fermezza ed alto sentimento del dovere, concorse validamente a respingere un forte contrattacco nemico finché venne colpito da una granata nemica.
Carso, 26  Maggio 1917


Note Storiche tratte dalla R.U. Esercito Italiano:
X^ battaglia dell'Isonzo, la Brigata Murge il 23 maggio 1917, con l'inizio dell'offensiva sul carso era di riserva con la 62^ Divisione. Il VII° C.A. il giorno 24 maggio, sfonda la linea di Flondar puntando verso Medeazza. Il giorno 25 la Brigata Murge con i due battaglioni I e II/259° entra in linea a disposizione della 45° Divisione e dovevano procedere all'occupazione come obbiettivi delle quote 145 Nord, q110, q 40. La 45^ Divisione seguì il movimento della 16^. la colonna di sinistra quella dei battaglione del 259° , scattò impetuosamente all'attacco e nonostante l'accanita resistenza riuscì in breve tempo a occupare alle ore 16.45 la quota 145 Nord e a spingere alcuni reparti del 226° e del II/78° alle prime case di Medeazza. Il giorno 26 Maggio la 45^ Divisione schierava sul fronte di quota 145 Nord  il 226°, II/78°, II-III/259°, III/149° e il IX Btg. Cicl.. La notte era trascorsa tranquilla
poco dopo le 5, l'avversario sferrava un primo violento attacco contro la quota 146, altri attacchi furono sferrati contro le quote 146 e 145 Nord tra le ore 9 e le 11, appoggiati da un violentissimo fuoco di artiglieria.
In questi attacchi trovo' lo morte il Sergente SCURA Umberto.



Mappa con indicata la quota 145 Nord:
 
  

Nelle due foto seguenti resti di trincee Austriache a Quota 145 Nord:




la lapide a ricordo del Sergente SCURA Umberto nel cimitero di Roma:


 per la foto si ringrazia Federica Delunardo.







 

lunedì 22 dicembre 2014

Aspirante RAGNINI Benedetto






18° Reggimento Artiglieria da Campagna

Nato a Roma il 17 Febbraio 1897
Morto nell'Osp. da campo 060 il 30 Ottobre 1916
Sepolto a----------


Decorato di Medaglia di Bronzo al Valor Militare 


Aspirante Ufficiale 18° Rgt. artiglieria da campagna – medaglia di bronzo al v.m. - “Comandato all’osservatorio avanzato di fanteria, sotto il fuoco aggiustato di grossi e medi calibri nemici, vi rimaneva per soccorrere un ufficiale gravemente ferito, anche quando l’osservatorio fu colpito in pieno e distrutto.
 Nad Logem, 14 settembre 1916


Tratto dal Diario del Capitano Medico Gregorio Soldani "Dal Fronte nel Sangue e della Pietà":

Il Capitano Medico Soldani era in forza all'Ospedaletto da campo 060, nel periodo di questo racconto si trovava a Gradisca dopo essere stato a Romans d'Isonzo fino alla fine della VI^ battaglia dell'Isonzo. La VIII° Battaglia d'Isonzo è terminata da alcuni giorni quando viene ricoverato nell'Ospedaletto l' Aspirante RAGNINI, lasciamo ora il racconto del diario:

18 Ottobre 1916
Ho in cura un sottotenentino di Artiglieria, di 19 anni, volontario, una scheggia di granata gli ha rotto due coste e lacerato il polmone destro. Ora ha un empiemia che si svuota naturalmente per la larga breccia fatta. Ha volto, modi, desideri, capricci di un bambino; è molto religioso e non nasconde i suoi sentimenti. Tutti i feriti mi sono cari; egli però più di tutti ma pare di curare un mio figliolo. Mi parla di sua madre, di una sua sorellina, del suo padre morto e che era il Colonello Medico Ragnini. Come vorrei poterlo guarire.

21-26 Ottobre 1916
 Al Tenente Ragnini, comparsa una piccola intermescenza sulla linea paravertebrale destra, ho praticata una larga incisione; fra le due coste fratturate era incuneato un grosso frammento di fondello di granata, che ho faticosamente estratto. Esiste, però sempre l'empiema saccato ed un forte enfisema polmonare che mettono in pericolo di vita il povero Tenente.

27 Ottobre 1916
Non sta bene il Tenente Ragnini: molto affanno e va indebolendosi in ora in ora.

28 Ottobre 1916
Il povero Ragnini va di male in peggio, se non m'inganno non andrà avanti per 24 ore.

29 Ottobre 1916
Ragnini, va di male in peggio; entro 24 ore sarà morto.

30 Ottobre 1916
Il povero Ragnini è morto.

1 Novembre 1916
Stamani è arrivata per assistere al trasporto, la madre del povero Ragnini. Che madre! Ora capisco perchè quel povero ragazzo non la rammentava mai. Non ha versato una lacrima; non si è occupata altro di sapere se era morto in grazia di Dio! ha poi seguito la salma al cimitero con la massima indifferenza ed è poi ripartita in automobile come.....se seguitasse una piacevole passeggiata.


Note Storiche:
Il 18° Reggimento Artglieria da Campagna apparteneva alla 49^ Divisione (brigate Pinerolo e Napoli) tra la zona del Nad Logem e Merna, nel mese di Ottobre 1916.


mappa della zona di operazioni  durante la VIII battaglia della 49^ Divisione:



Ringrazio per la foto di Ragnini Benedetto Silvia Musi

domenica 21 dicembre 2014

S.Tenente MAZZENGA Nicola



15° Fanteria Brigata Savona

Nato a Alvito (FR) il 5 Ottobre 1894
Morto Alture di Polazzo il 25 Luglio 1915
Sepolto al Sacrario di Redipuglia



Decorato di Medaglia di Bronzo al Valor Militare


Coadiuvava efficacemente, con zelo, intelligenza ed arditezza, l'azione del suo comandante di compagnia, slanciandosi in testa al suo plotone all'assalto delle posizioni nemiche,  ove gloriosamente lasciava la vita.
Alture di Polazzo, 25 Luglio 1915

Note Storiche: Il 25 Luglio erano in corso gli attacchi della seconda fase durante la II^ battaglia dell'Isonzo, la Brigata Savona faceva parte con le Brigate Cagliari-Piacenza-Macerata e 49° batt. bers. della 20^ Divisione. La Brigata Savona occupava la linea tra quota 89 e Redipuglia.
Gli obiettivi erano le linee sopra le Alture di Polazzo. Il 15° Reggimento raggiunse lo stesso giorno i reticolati ma senza oltrepassare il primo ordine di trincee che avverrà all'indomani. 
In questo primo attacco ai reticolati, morirà il S.Tenente MAZZENGA.

nella mappa I.G.M.  i luoghi occupati dalla Brigata Savona nella II^ Battaglia dell'Isonzo:




mercoledì 17 dicembre 2014

Soldato MERLI Duilio





74° Fanteria Brigata Lombardia

Nato a Poggio Renatico (FE) il 30 Luglio 1893
Morto a Castagnevizza del Carso il 27 Maggio 1917
Sepolto al Sacrario di Redipuglia


Decorato di Medaglia d'Oro al Valor Militare



Esempio continuo di fulgido valore ai compagni, nel portare un ordine in una zona fortemente battuta dal fuoco avversario, rimasto ferito una volta proseguiva nel proprio mandato. Nuovamente ferito al capo, recapitava ugualmente l'ordine, e, quantunque estenuato, attingendo nel sentimento del dovere la forza di un sublime eroismo, si presentava calmo e sereno al suo superiore ed insistentemente chiedeva di tornare al comando di battaglione come da ordine ricevuto. Decedeva poco dopo a seguito dell'aggravarsi delle ferite riportate, lasciando gloriosamente la vita sul campo.
Carso, 27 maggio 1917



Ci troviamo nel corso della X^ battaglia dell'Isonzo, la Brigata Lombardia con i due suoi reggimenti attacchera' dal 23 maggio le posizioni Austriache poste a sud delle  rovine del paese di Castagnevizza precisamente da quota 251 a Pod Koriti. La Brigata Lombardia faceva parte come la brigata Bologna, Acqui della 31^ Divisione. Dopo sanguinosi assalti il giorno 26 la Brigata Lombardia ridotta a un sesto della forza sarà sulla linea quote 219-251 fra la linea di osservazione e la prima linea nemica. E' molto probabile che il soldato Merli sia stato ferito mortalmente proprio in questa giornata, per poi spirare il giorno 27 Maggio 1917.


Tratto dal libro L'Ora K di Arnaldo Calori, che gli dedicherà un intero capitolo del suo scritto chiamandolo "IL SOLDATO M. Medaglia d'Oro":

Di Coronella, frazione di Poggio-Renatico, in provincia di Ferrara, ben addentro nella pianura padana: Il padre bracciante, la madre venditrice di frutta e ortaggi come Lui, che l'aiutava.
Al reggimento portaordini del primo battaglione (2^ Compagnia).
Un Eroe.
Basso, tarchiato, parvenza di baffi, collo taurino, occhi aperti, cuor sempre allegro.
Fedele più di un cane fedele.
Sul Carso di notte, al buio trovava sempre la via.
La riconosceva ad un masso, un inciampo un nonulla.
Una notte illume e nebbiosa - non si vedeva a due passi - fui mandato in ricognizione per prendere collegamento sulla sinistra, attraverso un gran  vuoto dove potevano forse trovarsi nuclei di nostri, forse di nemici.
Avevo con me una trentina di soldati e M. per guida.
Egli onosceva la posizione dell'ultima compagnia del reggimento di sinistra, ma non la strada per andarci.
MI affidai tutto a lui, pur senza capire come avrebbe saputo cavarsela.
Cauti e lenti, gli camminammo dietro per quasi mezz'ora.
A un certo momento M. si fermò:
- Lei aspetti qui, disse sottovoce, tenda bene l'orecchio e quando si sentirà chiamare venga verso di me.
Ed io:
- Attento che non ci sentano gli Austriaci.
- Gli Austriaci  non ci sentiranno - assicurava M. non possono essere in ascolto come Lei che sa.
Dopo un'attesa che mi sembrò eterna:
- Signor Tenente...., udii come un soffio...
Potemmo così colmare quel vuoto e rinsaldare la linea per esclusivo merito di M.
L'amore che certi soldati hanno per i loro Ufficiali, specialmente in tempo di guerra, non può essere paragonato a nessun altro. Talvolta forse tutti li compendia e li supera: raggiunge l'idolatria.
Quante volte d'estate nei giorni afosi non s'accorgeva che avevo sete.
- Vuol bere signor tenente?
- No, grazie non ho sete.
Ma egli sapeva che non c'era più acqua e, senza dir nulla, andava a prendere la mia borraccia e via sotto magari un bombardamento, fino alla dolina delle botti che distava più di un chilometro.
Era sempre ilare M. e, spesso tornando al comando di battaglione per assicurarmi che aveva consegnato un ordine o un avviso, raccontava, ridendo di averla scampata per miracolo.
Se poi cercavo di farlo parlare dei nostri paesi, il suo sguardo s'illuminava e non finiva di raccontare.
Nel pomeriggio di quel giorno M. fu mandato in linea con un ordine urgente. Si trattava di sospendere un assalto precedentemente ordinato, di far mettere subito le maschere a tutti e disporre per la difesa, poichè, di li a poco il nemico sarebbe uscito, dopo un bombardamento con i gas.
Intanto le granate e gli shrapnells esplodevano intorno e per aria, incalzando.
M. corse via come un razzo tra quel finimondo.
Non era ancor giunto sul ciglio  della dolina, che fu colpito: volse a me il viso sanguinante, ed ilare come sempre gridò: - Non è nulla signor tenente. E via di nuovo.
Poco dopo fu colpito una seconda volta, alla testa più gravemente e cadde.
Non s'arrese:proseguì carponi, semi paralizzato, si strascicò fino in linea, mostrò l'ordine e lo fece firmare.
Giunto alla seconda compagnia, dov'era in forza, il Capitano che lo conosceva e l'amava, lo fece adagiare in una barella a guardare.
Intanto il nemico sferrò l'attacco, ognuno dovette badare ai suoi casi e M. colto l'istante lasciò la barella e tornò carponi al Comando del Secondo battaglione.
A un tratto mentre nella dolina comando stavo impartendo ordini per far fronte all'attacco nemico, mi senti tirare i pantaloni.
Era M., lì ai miei piedi, che agitava il foglietto da me ricevuto e mi guardava, con gli occhi intorpiditi, come per assicurarmi che l'ordine era stato eseguito.
Spirò dopo due giorni in un ospedaletto presso l'Isonzo.
Alla sua memoria, su mia proposta, venne decretata la medaglia d'oro al valor militare.


mappa con lo schieramento del 74° Reggimento :
















lunedì 15 dicembre 2014

Soldato FABRIZIO Giacinto



XI Battaglione Ciclisti 11° Reggimento Bersaglieri

Nato a Taranto il 27 febbraio 1895
Morto sul Monte San Michele il 20 Luglio 1915
Sepolto -------

Note Storiche: 
Il 20 Luglio del 1915  II battaglia dell'Isonzo, l'11° Battaglione  Bersaglieri ciclisti  si trovava a fronteggiare le posizioni Austriache della 20^ Divisione Honved con la 21^ Divisione come obiettivo tra la quota 170 e quota 197 di Bosco Cappuccio.
Il tiro di preparazione cominciò alle 6.30 poi alle 13 fu scattato l'attacco. Il settore di sinistra della 21^ Divisione era formato dalla Brigata Regina e da due battaglioni ciclisti. Un battaglione di fanteria si schierò a protezione del fianco sinistro. Il gruppo Nord con tre battaglioni di Fanteria e l'XI bersaglieri ciclisti puntò sul Monte San Michele, mentre il gruppo sus 9° Reggimente Fanteria e VIII bersaglieri ciclisti di diresse a quota 197 di San Martino Del Carso. Questa volta i bersaglieri furono inseriti nelle prime ondate. I bersaglieri non avevano dati certi sulla forza del nemico e il loro Comandante Ten. Col. Ceccherini, era giustamente poco convinto della fattibilità di un attacco in pieno giorno, ma c'era il Re che osservava l'azione.....A ogni modo l'attacco del III/10° e del XI ciclisti era diretto a conquistare due quote in un solo colpo. Alle 16.30 il gruppo Nord raggiunse l'obiettivo difeso dal 3° Honved e dal 96° I.R. (100% Croati) . La difesa avanzata fu rapidamente sopraffatta, poi venne completato l'avvolgimento esetrno delle due quote 275 e inizio l'attacco finale conclusosi alle 17.30 con 800 prigionieri e la conquista della vetta.. Il gruppo Sud invece incontro' notevoli difficoltà, specie davanti a quota 197 di San Martino del Carso. 
In questi attacchi del giorno 20 Luglio 1915, trovo' la morte il soldato Fabrizio Giacinto.

mappa dell'attacco del 20 Luglio 1915 e i successivi contrattacchi tratti dalla R.U. Italiana:





domenica 14 dicembre 2014

S.Tenente FERRO Pietro



IV° Battaglione Bersaglieri Ciclisti

Nato a Remanzacco (UD) il 8 Luglio 1893
Morto a Quota 208 Sud il 15 Settembre 1916
Sepolto--------

 Decorato di Medaglia d'Argento al Valor Militare


Aspirante Ufficiale battaglione bersaglieri ciclisti. Raggiunta con mirabile slancio una trincea nemica, benchè ferito, la difendeva dai contrattacchi dell'avversario, finchè rimasto quasi solo, cadde nuovamente e mortalmente colpito.
Nova Vas, 15 Settembre 1916 


Note storiche: Il IV battaglione bersaglieri ciclisti nel corso della VII Battaglia dell'Isonzo 14-18 Settembre 1916, era alle dipendenze del 15° Reggimento Bersaglieri, e faceva parte della 31^ Divisione XIII C.A.. L'obbiettivo principale era la linea di quota 208 Sud, Il 15° Reggimento con i suoi battaglioni tra i quali il IV Ciclisti attaccò dalla parte meridionale della quota 208 Sud  e il giorno 14 riusci a conquistare le posizioni della quota, ma i rinforzi sollecitati non potevano soggiungere in aiuto in quanto le mitragliatrici Austriache sbarravano con il loro fuoco il breve varco dove prima erano passate i primi assalitori, cosi' rimasero isolati, nelle trincee nemiche da esser poi sopraffatti, in questa occasione cadde il S.Tenente Ferro Pietro, che cadde in quella quota e non a Nova Vas come citato nella motivazione della Medaglia d'Argento.


Nella mappa della Relazione Ufficiale dell'Esercito Italiano, le posizioni del 15° reggimento Bersaglieri dove alle sue dipendenze operava il IV battaglione ciclisti:




Tenente STEFANI Achille




764^ Compagnia Mitragliatrici FIAT

Nato a Scortivata (FO) il 28 Settembre 1895
Morto a Hudi Log il 31 Maggio  1917
Sepolto al Sacrario di Redipuglia

Note Storiche: La 764^ Compagnia Mitragliatrici nel Maggio 1917 faceva parte della Brigata Bologna. La Brigata Bologna 39°- 40° reggimento unitamente  alla Brigata Lombardia 73°-74° reggimento apparteneva alla 31^ divisione e prese parte alla X battaglia dell'Isonzo, nella zona compresa tra Hudi Log-Pod Koriti.
Il giorno 31 Maggio la battaglia era già  salvo azioni locali per migliorare la linea conquistata.
La Brigata Bologna venne sostituita dalla Brigata Cosenza nella notte del 24 Maggio. Dopo  vari attacchi sostenuti non era risucita ad ottenere l'occupazione della prima linea Austriaca oltre la linea di osservazione, Hudi log era ancora in mano nemica.
La Brigata Bologna in due giorni di attacchi perse circa 1700 uomini.
Come si è visto il giorno 31 maggio la brigata non era piu' in linea e di conseguenza  cosi' doveva essere anche per la compagnia Mitraglieri del Tenente Stefani.
Molto probabibelmente la compagnia rimase ancora in linea ad appoggiare i successivi attacchi della Cosenza, nei giorni successivi per la conquista di Hudi Log, cosi' questo costò la vita al Tenente Stefani.

Dopo la battaglia fu sepolto nella Dolina Baracche assieme ad altri Ufficiali caduti nelle foto sotto la lapide della sua tomba: