In questo blog voglio raccontare e trasmettere le storie di questi uomini diventati soldati e che oggi a cent’anni di distanza non vengano dimenticati.
Sono storie nella storia di quella che fu la Grande Guerra.
Questi caduti sono morti sul carso, in quei due anni e mezzo di sanguinose battaglie, molti di questi oggi riposano al sacrario di Redipuglia con un nome, ma per la maggior parte questo non è stato possibile. Voglio così onorare la loro memoria con questo mio tributo.

Vorranno dimenticarvi, vorranno che io dimentichi, ma non posso e non lo farò. Questa è la mia promessa a voi a tutti voi.

Vera Brittain

domenica 30 novembre 2014

Caporale FAINELLI Tommaso







11° Reggimento Bersaglieri

Nato a Serravalle del Chienti (MC) il 22 Ottobre 1896
Morto a Flondar il 6 Giugno 1917
Sepolto a --------

Decorato di Medaglia d'Argento al Valor Militare 


 Caporale reggimento bersaglieri. Quale ciclista addetto al comando di un battaglione, per più giorni percorreva arditamente il campo dell'azione, con risolutezza, nuclei di avversari dispersi nei camminamenti. Venne colpito a morte.
Jamiano-Komarie, 23-25 Maggio 1917.


Nella motivazione della medaglia concessa la data di morte viene indicata il 25 maggio 1917.
In realtà lamotivazione della medaglia d'argento fa riferimento al comportamento avuto durante quelle giornate dal 23 al 25 maggio, mentre la sua morte avverrà pochi giorni dopo come in indicato sopra il 6 Giugno 1917.


Note storiche Tratte da Sul Carso della Grande Guerra - Flondar - di Abramo Schmid :
Trovò morte gloriosa il 5 Giugno, quando anche i resti del reggimento erano stati rimandati d'urgenza in linea per arrestare l'avversario avanzante dalle posizioni di Flondar che aveva rapidamente riconquistato il giorno prima.
L'atto di morte - redatto dal Capitano medico Riccardo Vella e dal Tenente medico Tommaso D'Alessio . dice: che mancava ai vivi quota 16 - lago di Doberdò il giorno 5 detto, "in seguito a gravi ferite da scheggia da granata alla faccia e agli arti inferiori", ma non fa riferimento al luogo di sepoltura che non sarebbe più stata identificata.
Quota 16, si trova sul rovescio di quota 144 settore tenuto dall'11° bersaglieri nella battaglia di Maggio la X dell'Isonzo.


Mappa I.G.M della zona di Flondar:




sabato 29 novembre 2014

S.Tenente MAGNI Francesco





165^ Batteria Bombardieri

Nato a Macerata 11 Agosto 1897
Morto sul Volkovnjak il 17 Agosto 1917
Sepolto al Sacrario di Redipuglia


Decorato di Medaglia d'Argento al Valor Militare 


Volontario di guerra e volontario nei bombardieri, seppe dare continua prova del suo valore. Rimasto solo Ufficiale con mezza batteria ed esposto ad intenso fuoco nemico d’artiglieria, seppe infondere nei suoi dipendenti la calma e la tranquillità, mantenendo il fuoco colla stessa intensità contro le linee nemiche. Moriva accanto ai suoi pezzi mentre adempieva inappuntabilmente il suo dovere di comandante di sezione. 
Carso, gennaio – agosto 1917


Note Storiche: Durante l'XI battaglia dell'Isonzo la 165^ Batteria bombarde 240L, faceva parte del XL Gruppo XI Corpo Armata.

Tratto dal suo Memoriale: Il S.Ten. Magni fu colpito a morte all'alba del 17 Agosto da una granata Austriaca assieme all'Aspirante Vernacci, nelle posizone della sua batteria. Fu sepolto poi Gradisca

Nella mappa le posizioni del Volkovnjak:


martedì 25 novembre 2014

Cap.Magg. BALESTRI Cafiero


125° Fanteria Brigata Spezia

Nato a Livorno il 5 Aprile 1888
Morto a Loquizza dolina 505 il 16 Ottobre 1916
Sepolto-------



Note Storiche: VIII battaglia dell'Isonzo la Brigata Spezia il giorno 11 Ottobre 1916 entra in linea occupando la zona a Sud di Loquizza in seconda linea con la Brigata Barletta (Terza linea) entrambi appartenevano alla 4^ Divisione XXIV C.A.
Alla mattina del 12 Ottobre la Brigata Spezia passerà alle dipendenze della 21^ Divisione unitamente alla Brigata Pisa XI C.A. e solamente il 126° riuscirà a conquistare un tratto di linea Austriaca.

Tratto dal libro di Italo MAFFEI "Pagine di Guerra":

E' un livornese, ex marinaio sbalestrato nella <<Buffa>> tra i terrieri, come dice lui, saldo, quadrato, sensato. Vale come e più di un Ufficiale. E' pieno d'intelligenza, di accorgimento di previdenza. Ed è coraggioso e affezionato a tutta prova. Povero Balestri! Io me lo sono preso e tenuto accanto con vivo compiacimento ed affetto. So d'avere una specie di can mastino ai piedi di pedagogo, di soldato pronto a tutti i rischi.
Non mi sono sbagliato: Balestri è degno di affetto, di riguardi, di considerazione.
Ancor oggi, mentre scrivo di lui, e ne rivivo il ricordo su pagine labili, vorrei imprimere un bacio sul suo volto rude, vorrei poter esprimere l'angoscia che mi colse allora, vorrei poter magnificare le qualità di soldato che egli possedeva.
L'avevo conosciuto sul Medio Isonzo e sull'Altopiano di Asiago. M'avevano colpito di lui frase fredde, sicure, posate e calme, la coscienza di onesto uomo che se non è persuaso, sa però che non si può venir a meno al proprio dovere. M'avevano colpito sopra tutto il suo profondo sentimento del dovere e la coscienza che egli aveva all'onor militare. E me lo presi accanto.
Quando fummo sul Vallone il famigerato vallone di Doberdò in riserva. Balestri cominciò a scuotere la testa. Non gli andava! Era un pò incerto, pessimista, lui sempre disposto alla burla e alla facezia contenuta. Pensava ai figli: - Pensi Signor Tenente, che ne ho quattro e non li vedrò più! - Mi disse un giorno di cannoneggiamento furibondo. - Lascia andare non dire sciocchezze! - E imbeccai seccato!
Vedrà, - replicò lui - non è paura. Me la sento! E' questo! Rimasi scosso e poichè il giorno dopo dovevano partire dei graduati per l'Italia all'istruzione delle reclute del 97, lo proposi. Il Tenente Colonello non volle.
- Siamo in linea, ci sarà un'azione e lei si vuole privare di un prezioso elemento?! Dove ha la testa? - mi chiese severo e poichè io insistevo tagliò corto:
- Balestri lo tenga in compagnia! Via non lo mando!
E' giunto un ordine, in proposito dalla Brigata di tentare d'impadronirsi di qualche prigioniero per sapere con  che razza di truppa abbiamo da fare. E poichè la mia linea è la piu vicina tocca a me.

Maffei uscirà con quattro gruppi e in uno di questi ci sara' Balestri, riescono a fare due prigionieri, quello che basta per sapere di quale reparto si tratti il 37° Reggimento, ma  torniamo al racconto del Tenente Maffei:

Tenente! Mandi me al comando! Sono i primi prigionieri che facciamo mi dice...
- Tu stai quì. Da un momento all'altro possono venire all'attacco ed io ho bisogno di te - rispondo.
- Non vengono si accontentano di tirare delle schiopetate per la burla che gli abbiamo fatto. Mi lasci andare via! Accompagno giù ste due lepri e poi son qui da lei!
- Va, ma non sono contento! - Il corteo scompare nel buio, Balestri dietro col fucile a baionetta in canna superbo e pieno di boria. Quanto sono rimasto in attesa non saprei dirlo.
La notte livida e piovosa stava lasciando il posto alla solita alba carsica, piena di sonno e di stanchezza. Quando all'improvviso vidi sbucare dal camminamento la figura di Gennari. Egli si gettò verso di me col viso sconvolto e proruppe subito in esclamazioni interrotte.
- Ma che hai? Che cosa ti prende? Gli chiesi col presentimento di una brutta notizia.
- Signor Tenente, Balestri....
- Balestri? Che cosa gli è capitato? - e non osai più andare avanti.
- Balestri è morto. Mentre nella dolina comando presentavamo i prigionieri al maggiore, una pallottola perduta ha colpito il caporale trombettiere del comando  (Capponi Raniero)  alla bocca e uscendo ha colpito alla nuca Balestri che gli stava dietro, alla gola. e' morto senza dire una parola!
E' impossibile che Balestri sia morto; egli deve tornare e tornerà! Vorrei scendere in dolina per potermi assicurare  quello che è accaduto, ma non è lecito a me abbandonare il posto e poi ho paura di scendere, ho paura di trovarmi la verità!
Sorge intanto la giornata plumbea come tutte le altre ma più pesante, più triste, forse più micidiale.
Balestri non torna, nè quel giorno nè poi.

La dolina Comando del II battaglione nella dolina 505, Essa si trovava  vicina alla dolina Tercenca . Il Cap. Magg. Balestri e il Cap. Capponi furono poi sepolti al cimitero Cisterni a Devetachi. Quando furono esumate le loro spoglie quella di Capponi fu portata al Sacrario di Redipuglia, mentre quella di Balestri con tutta probabilità fu riportata nella sua città natale.


Nella mappa la posizione della Dolina 505:












Caporale CAPPONI Raniero



125° Fanteria Brigata Spezia
 Nato a Monte Gabbione Orvieto il 20 Settembre 1892
Morto a Loquizza il 16 Ottobre 1916
Sepolto al Sacrario di Redipuglia con il nome di Raineri


Tenente PELLAS Demetrio







2° Reggimento Granatieri

Nato a Perugia il 20 Novembre 1894
Morto a Quota 241 il 26 Maggio 1917
Sepolto al Sacrario di Redipuglia


Decorato di Medaglia d'Argento al Valor Militare 


Comandante di una sezione mitragliatrici impegnata con altre truppe in aspro combattimento per la conquista di una trincea nemica, con mirabile slancio e sprezzo del pericolo trascinava i suoi dipendenti, giungendovi tra i primi. Colpito a morte, ebbe parole di rimpianto per non poter proseguire l'azione.
Selo - Quota 241, 25 Maggio 1917 

Note Storiche: Il 2° Reggimento Granatieri unitamente al suo gemello 1° Reggimento, nel corso della X^ battaglia dell'Isonzo, faceva parte della 33^ Divisione, che comprendeva come zona di azione tra il Nad Bregom e Quota 208 Sud. Il giorno 25 Maggio, l'esercito Austriaco nella notte sferra un attacco riconquistando quota 241, la quale successivamente con un nostro contrattacco, viene riconquistata estendendo il fronte di occupazione ad oriente verso la quota 238. 
verso le ore 12 la q.241 fu nuovamente rioccupata dall'avversario, ma alle 15 ritornò in possesso dei nostri (2° Granatieri).
Molto probabilmente Il Capitano Pellas rimane colpito a morte in questa azione, di seguito il 2° Granatieri manterrà la cima di quota 241, resistendo ad una forte attacco Austriaco. 

Il Capitano Pellas Demetrio aveva un fratello più giovane Pellas Leopoldo, che morira' sul piave nell'azione di Capo Sile il 26 maggio 1918 con il XIII° Reparto d'Assalto, dove guadagnerà la medaglia d'oro. 


Nella mappa le linee Austriache delle quota 235 e 241:


vedi anche la sezione fotografie del blog

domenica 23 novembre 2014

Sergente ZANCHETTA Francesco



15° Reggimento Bersaglieri LI Battaglione

Nato a Gorgo al Monticano il 10 Aprile 1892
Morto a Zona Quota 208 Sud il 1 Novembre 1916
Sepolto---------

Decorato di Medaglia di Bronzo al Valor Militare

  

Dopo, un primo, vano tentativo, in cui un suo compagno aveva lasciata la vita, riusciva insieme con altro militare, a ricuperare la salma del proprio comandante di compagnia, caduto sotto il reticolato di un trincerone, tenacemente difeso dal nemico.
Altopiano Carsico, 9-10 Agosto 1915

(trattasi del Tenente Bompiani Giorgio)

Note Storiche:
Il L battaglione Bersaglieri prese parte all'attacco il 28 Luglio 1915 unitamente a reparti della Brigata Chieti contro le difese di quota 111. In questo attacco rimase ferito gravemente il S.Tenente Ludovico Lommi , dove dal suo diario troviamo questo racconto riguardo al Sergente Zanchetta.

Tratto dal libro da Bersagliere ad Ardito di Ludovico LOMMI - Itinera Editore:

Il giorno 28 Luglio 1915 L'autore con il suo plotone facente parte della 5^ Compagnia con al comando il Tenente Bompiani, durante l'attacco al trincerone di quota 111, rimase ferito gravemente al petto...lasciamo ora la descrizione dal suo diario:

- Mi sentivo morire: il sangue mi usciva anche dalla bocca ed io, con un supremo sforzo, vincendo il disgusto lo ricacciavo in gola. Alpiu' piccolo movimento mi si riapriva la ferita e ne usciva un fiotto di sangue, Allora il mio Tenente (Bompiani) mi accarezzava e confortava: " Stanotte - diceva - se vi sarà un pò di oscurità, vedrai che manderanno i portaferiti, se non verranno ti farò trasportare da qualcuno, si forte non lamentarti, coraggio!"

Il tempo passava tra continui attacchi e L'autore rimaneva ancora in attesa di essere portato al posto di medicazione:

- Due ombre si avvicinarono erano Zanchetta e Garagnani.( quest'ultimo cadra' in un attacco nell'agosto del 1915) "Coraggio Tenente la portiamo via noi".
I due bravi giovani mi sollevarono sorregendomi colle loro forti braccia; mi attaccai ai loro colli vigorosi e via! Un pò curvi essi volarono, miracolosamente incolumi, sotto il fuoco nemico che era ricominciato , fino al riparo e quando vi giunsero, meravigliati anch'essi del loro ardimento e della loro fortuna, piansero di gioia.

Arriviamo alla data della morte del Sergente Zanchetta, lasciando spazio a questo particolare che avvenne tempo prima dopo la cerimonia della consegna della Medaglia di Bronzo:

- Povero figliolo! Un giorno gli avevo detto: " Senti Francesco, tu il tuo dovere l'hai già fatto abbastanza; hai fatto una dozzina di assalti sei stato ferito, hai la gioia di un bel nastrino azzurro. Io ti considero come un fratello, ti darò un buon consiglio.
Ascoltami tu fai il contadino vero? E' troppo poco per te vali di più , puoi fare devi fare di più. In questi giorni ti metto a fare un pò di pratica con gli zappatori e coll'a. Cosi alla prima richiesta di meccanici per uno stabilimento militare, ti faccio partire. Dai retta , a me avrai cosi risolto il problema del tuo avvenire, non devi preoccuparti di niente, voglio questo per il tuo bene, e tu devi obbedirmi!"
Povero Zanchetta era presto partito per uno stabilimento di Milano e non aveva tardato afarsi amare da tutti. Mi scrisse che quando partirò per il carso io chiedero' di seguirla, perchè pensava ai suoi compagni che si battevano mentre lui era un imboscato.
Non feci in tempo a dissuaderlo che una mattina mi compare davanti, tutto sorridente e fiero"Eccomi. Non mi lasciavano venir via, ho dovuto commettere una mancanza per farmi rimandare al deposito.
Chi non avrebbe abbracciato quel caro ragazzo? -

Siamo come periodo nel Novembre 1916 durante la IX Battaglia dell'Isonzo:

All'alba del 1 Novembre 1916 il 15° Bersaglieri sferrò un veemente assalto da quota 208 sud alle quote 235, 238, puntando su Jamiano. Il Sergente Zanchetta, con la gloria del suo grado guadagnata sul campo e della medaglia al valore , andando in trincea con la sua compagnia, aveva fatto in tempo a salutarmi entusuiasticamente agitando in alto il suo elmetto piumato.
3 Novembre, chiedo a tutti notizie di Zanchetta e mando bersaglieri, nei minuti di tregua verso le trincee del 51° battaglione, il battaglione più decimato nell'azione, il battaglione dell'eroico Capitano Mauro che si è coperto di gloria resistendo per due giorni in una posizione avanzata.
Zanchetta, Zanchetta!! questo straordinario ragazzo l'avevano visto tutti ma adesso non si sapeva dove fosse precisamente.
L'hanno visto trasportare un Ufficiale ferito.
No era ferito lui ed è passato al posto di medicazione del Reggimento.
ragazzi andate su al 49° al 50° a sentire un po fate presto mi raccomando. E tu vai al posto di medicazione e interroga tutti i portaferiti.
Sto già male: un sospetto atroce mi dilania l'anima, attendo una risposta che non arriva mai; il tempo non passa più e mi manca via via la speranza.
E se fosse morto? Ma perché questa maledetta domanda mi si ripete ferocemente nel cuore ad ogni istante? Forse questo buoi e questa pioggia vogliono essere il lutto desolato portato  dalla morte che lo ha colto? Perché il sibilo di una fucilata è per mio cuore la certezza di un colpo che lo uccide or? Perchè lo schianto di una cannonata è la certezza del colpo che lo sbranerà da un momento all'altro? Perchè il cadavere che è rimasto impigliato sui fili del reticolato, al di là di questa trincea, prende vita e mi mormora nel buio. Sono io, sono Zanchetta?
"Signor Tenente! (s'affaccia al ricovero un bersagliere bagnato fino alle ossa) ho chiesto dappertutto ma di preciso nessuno sa nulla. Dicono che lo hanno visto combattere accanitamente, urlando come un demonio, poi gli austriaci lo hanno circondato e non si sa se l'abbiano ucciso o fatto prigioniero.
Mormoro: "Va bene, grazie"
Mi ricantuccio nel fondo buio e fangoso del ricovero, inerte assente a me stesso. Chiudo gli occhi e mi abbandono al dolore; vivo in una vertigine paurosa di abissi aperti, di improvvise luci e tenebre, di fragori e silenzi, di vite che si spengono, di morti che risuscitano, di mostruosità, di pazzie, di irrealtà. Nel groviglio delle cose che si muovono, si rimescolano e si inabissano, ecco l'immagine del povero Zanchetta che mena baionettate e urla, impreca e si dibatte con la disperazione dei perduti.
All'alba quando seppi dal Comando dell'11^ compagnia, che il Sergente Zanchetta era morto da eroe, per precise testimonianze, ed era stato dato per disperso poichè il suo cadavere sul campo nessuno l'aveva rintracciato, non mi si strinse più il cuore, non piansi più. L'anima grande del mio salvatore aveva pianto con me tutta quella notte ed io non avevo piu' lacrime.

Sull'albo d'oro caduti Il Sergente Zanchetta risulta morto in combattimento, non risulta sepolto al Sacrario di Redipuglia tra i noti, molto probabile che sia tra i 60000 mila ignoti o che i suoi resti siano ancora dispersi.

Gli schieramenti della 33^ Divisione durante la IX battaglia dell'Isonzo tratto dalla R.U. esercito Italiano



venerdì 21 novembre 2014

S.Tenente SIFFREDI Angelo Edoardo




 89° Fanteria Brigata Salerno

 Nato a Imperia il 6 Maggio 1896
Morto a Hudi Log (Boscomalo) il 23 Maggio 1917
Sepolto a -------

Decorato di Medaglia d'Oro al Valor Militare


Sottotenente ( Fanteria , Comandante reparto speciale bombardieri dell' 89° reggimento ) luogo di nascita: Imperia (IM) Data del conferimento: 16- 8- 1918 D.L. alla memoria. Motivo del conferimento: Fulgido esempio di attività, fermezza e coraggio, con slancio e sangue freddo ammirabili, impugnando la pistola, alla testa del proprio plotone, lo trascinò all’attacco di una forte posizione. Ferito una prima volta al braccio destro, impugnò l’arma con la mano sinistra, continuando ad avanzare. Colpito successivamente al braccio sinistro, perdendo così l’uso di ambedue le braccia, continuò a procedere risolutamente e ad incoraggiare i suoi uomini. Giunto primo fra tutti nella trincea avversaria, mentre attendeva a riordinare il reparto, colpito nuovamente alla tempia, incontrava morte gloriosa sul campo. 
Boscomalo, 23 maggio 1917.

Note storiche: vedi Soldato Bianchi Angelo

Soldato BIANCHI Emilio





84^ Compagnia I Battaglione Zappatori I° Regg. Genio

Nato a Ancona il 22 Febbraio 1882
Morto all'Osp. da guerra nr. 5 il 25 Maggio 1917
Sepolto a ---------

Decorato di Medaglia d'Oro al Valor Militare


Sempre primo ove più grave era il pericolo, raggiungeva sotto violento fuoco la trincea nemica. Colpito da una granata avversaria che gli asportava la gamba sinistra, con mirabile sangue freddo estraeva dalla tasca un coltello  e tagliando i lembi della carne sanguinante, alzava nella mano destra la gamba mozzata, gridando parole magnifiche d'incoraggiamento ai propri compagni. Rivoltosi poi al proprio ufficiale gridava: <<Viva l'Italia>>. Il giorno seguente perdeva la vita.
Hudi Log, 24 Maggio 1917 

Note Storiche:
Il I° battaglione con le compagnie 15^,16^,53^ e 84^ opero' durante la X battaglia dell'Isonzo alle dipendenze della 34^ Divisione in corrispondenza di Boscomalo (Hudi Log) ove il nemico aveva organizzato fortissime difese.
L'84^ Compagnia era nel ridottino del Nad Bregom quando la mattina del 24 maggio fu comandata a presidiare un trinceramento che era stato tolto al nemico in localita' Boscomalo (Hudi Log).
Il battaglione del 89° Fanteria, che aveva espugnato la posizione avversaria con mirabile valore consacrato, dall'eroico sacrificio del Sottotenente Siffredi (Medaglia d'Oro), era stato decimato e non poteva resistere senza adeguato soccorso.
Fu questo il compito dell'84^ Compagnia zappatori, la quale attraversò lo spazio tra il Nad Bregom e la dolina sull'orlo della quale correva la trincea conquistata, esponendosi bravamente al tiro nemico che imperversava e che mise fuori combattimento molti suoi componenti. 
Raggiunta la trincea, il reparto si dette febbrilmente all'opera di consolidamento dei ripari mentre piovevano sulla posizione proietti d'artiglieria e bombe da bombarda che a mano a mano decimarono i bravi zappatori.
Nelle prime ore del pomeriggio un proietto di grosso calibro piombò in mezzo ad una squadra di zappatori al lavoro compiendo una strage di venti morti ed una quarantina di feriti, fra quest'ultimi il soldato Bianchi Emilio.

mappa tratta dalla Relazione Ufficiale Esercito Italiano 1917





S.Tenente BABBONI Ezio






336^ Compagnia Mitragliatrici FIAT

Nato a Carrara il 25 Gennaio 1893
Morto a Medeazza il 29 Maggio 1917
Sepolto al Sacrario di Redipuglia

Decorato di Medaglia d'Argento al Valor Militare 


Sempre calmo e sereno, primo fra i suoi, dando continue prove di sprezzo del pericolo e di valore, cadeva presso le sue armi, che in un aspro combattimento aveva portato a pochi metri dalla trincea nemica.
Medeazza, 28-29 Maggio 1917

Note: La 336^ Compagnia Mitragliatrici FIAT nel Maggio del 1917 faceva parte della 20^  Divisione VII C.A.

Note Storiche: La 20^ Divisione il giorno 28 maggio ebbe il compito di proseguire le azioni verso le quote 145 Nord e Sud e quota 175. Siamo sulle fasi finali della X^ battaglia ell'Isonzo

nella mappa le quote sopra citate:






giovedì 20 novembre 2014

Soldato BALDUCCI Giuseppe






66° Fanteria Brigata Valtellina

Nato a San Costanzo (Pesaro) 11 Marzo 1886
Morto a Quota 208 Sud il 3 Novembre 1916
Sepolto al Sacrario di Redipuglia

Note Storiche:
Il 66° Fanteria (Brigata Valtellina) il giorno 3 Novembre 1916 durante la IX^ battaglia dell'Isonzo venne sferrato un attacco a quota 208 sud principalmente effettuato dal Reggimento gemello 65°con moltissime perdite. Di tale attacco non c'e' traccia sulla Relazione Ufficiale lo ricorda solo un monumento posto sulla statale del vallone di Gorizia.


Aspirante MINOLITI Giorgio





244° Fanteria Brigata Cosenza

Nato a Reggio Calabria il 20 Aprile 1997
Morto a quota 219 il 5 Giugno 1917
Sepolto a ------------



Decorato di Medaglia d'Argento al Valor Militare 



Aspirante Ufficiale Reggimento Fanteria. Comandante di pattuglia, assolveva il proprio compito con grande fermento e ardimento. Ferito, continuava la sua azione e rientrato in trincea non volle allontanarsi. Il giorno di poi colpito da scheggia di granata, cadeva fra i suoi soldati che generosamente non aveva voluto lasciare.
Pressi di Quota 319 a est di Hudi Log, 4 Giugno 1917

trattasi invece di quota 219 come indicato nella mappa qui sotto:



domenica 16 novembre 2014

Cap.Magg. PICCININI Pio




55° Fanteria Brigata Marche

Nato a Nanantola (MO) il 16 Luglio 1890
Morto nell'Osp. da campo 026 per ferite in combattimento il 7 Dicembre 1915
Sepolto al Sacrario di Redipuglia


Decorato di Medaglia d'Argento al Valor Militare 



Rimasto ferito ad un braccio, continuava, imperterrito, nell'avanzata ad incitare i suoi uomini. Colpito successivamente, per due volte alle gambe, persisteva nella avanzata, riuscendo a spingersi fin sotto al reticolato nemico e ad iniziare il taglio. Se non che, ferito per la quarta volta gravemente al fianco sinistro, dovette ritirarsi, non senza aver pensato prima alla salvezza dei pochi superstiti della sua squadra.
Val Peurnica, 29 Novembre 1915


La Brigata Marche con il suo 55° Reggimento quando Piccinini Pio fu ferito mortalmente non si trovava sul Carso, ma bensì alle dipendenze della 2^ Armata dove fu messo in Novembre del 1915 alle dipendenze della Brigata Livorno per le operazioni contro il Sabotino. E proprio il 29 Novembre 1915 si svolse un vero proprio attacco senza esiti positivi contro le posizioni Austriache.

Piccinini Pio per il suo luogo di morte normalmente finiva sepolto nel Sacrario di Oslavia, ma come si è visto nel suo caso e come si è verificato in  altri e non rari casi,  è stato sepolto al Sacrario di Redipuglia.

S.Tenente SOLDA' Ubaldo



32° Fanteria Brigata Siena

Nato a Venezia il 27 Novembre 1893
Morto Trincea delle Frasche il 23 Ottobre 1915
Sepolto al Sacrario di Redipuglia

Fratello del Tenente Soldà Aurelio


Decorato di Medaglia di Bronzo al Valor Militare

 

Avuto l'ordine di avanzare, spingevasi, alla testa del proprio reparto, all'assalto della trincea nemica, dando esempio ai suoi soldati di grande slancio e coraggio. Cadde colpito a morte.
Trincea delle Frasche, 23 Ottobre 1915

                                                Mappa zona trincea delle frasche (USSME)


Tenente SOLDA' Aurelio





577^ Compagnia Mitraglieri FIAT

Nato a Venezia il 20 Agosto 1895
Morto a Dolina Conigli (Castagnevizza) il 23 Maggio 1917
Sepolto al Sacrario di Redipuglia

Il Tenente Soldà Aurelio era fratello del S.Tenente Soldà Ubaldo


Note Storiche: La 557^ Compagnia Mitragliatrici nel corso della X^ battaglia dell'Isonzo apparteneva
alla Brigata Lombardia 31^ Divisione XIII C.A.

Nella  Compagnia del Tenente Solda' , faceva parte Giulio Bazini allora S.Tenente, autore del libro: DA VENEZIA A VENEZIA - Club degli Editori pubblicazione anno 1970 dal quale viene tratto questo racconto:
Fu soltanto alle ore 16 di quel 23 maggio 1917 che dalle trincee della prima linea i nostri balzarono alll'assalto; non udimmo il grido 'Savoia', non tanto per la distanza che dalla prima linea ci separava essa era minima. Quanto perchè il tuonare sempre più intenso ed assordante delle opposte artiglierie e delle fragorose bombarde, dominava ogni altro rumore e faceva in continuazione tremare la terra come un terremoto.
- Poco dopo giunse finalmente l'ordine di seguire il battaglione di riserva balzato verso la prima linea per lanciarsi contro le posizioni nemiche.
Riandando col pensiero a tale nostra 'danza macabra' a  quella corsa forsennata attraverso la pietraia che sembrava in fiamme, non riesco neanche oggi a capacitarmi come io possa essere uscito vivo da quell'inferno.
Purtroppo ben presto giunsero più che a calmare i nostri bollori, ed incitarli ed a scatenare il furore della vendetta, le prime luttuose e angosciose notizie; Il Comandante della Compagnia Tenente Soldà ed il S. Tenente Forni che comandava la III sezione, che lo seguiva dappresso con i suoi uomini nella attraversare dolina coniglio (o Conigli) erano stati investiti da una paurosa esplosione:lo scoppio del deposito di bombarde ivi collocate. La dolina era stata letteralmente invasa dalle fiamme: un pauroso mare di fuoco!
Il povero Soldà era rimasto ucciso sul colpo e Forni gravemente ferito; anche numerosi mitraglieri che li seguivano avevano subito sorte analoga.

la freccia indica la posizione della dolina Conigli


venerdì 14 novembre 2014

S.Tenente MATTIOLI Giovanni



131°  Batteria Bombardieri

Nato a Reggio Emilia il 4 Dicembre 1894
Morto sul carso il 5 Ottobre 1916
Sepolto-------


La 131^ batteria Bombardieri era composta da bombarde da 240 e faceva parte dell' 8° Raggruppamento VII C.A. 14^ Divisione.

Decorato di Medaglia d'Argento al Valor Militare 


Sottotenente raggruppamento bombardieri batteria - Saputo che una pattuglia comandata da un ufficiale doveva eseguire una ricognizione per constatare i varchi aperti dalle nostre bombarde nei reticolati nemici, si offriva volontariamente per esservi destinato egli stesso. Con due soldati raggiungeva i reticolati, spingendosi da solo fin nella trincea, e al ritorno quando già stava per rientrare nelle nostre linee, veniva colpito mortalmente alla testa da due pallottole di fucile.
Debeli Vhr, 5 Ottobre 1916