In questo blog voglio raccontare e trasmettere le storie di questi uomini diventati soldati e che oggi a cent’anni di distanza non vengano dimenticati.
Sono storie nella storia di quella che fu la Grande Guerra.
Questi caduti sono morti sul carso, in quei due anni e mezzo di sanguinose battaglie, molti di questi oggi riposano al sacrario di Redipuglia con un nome, ma per la maggior parte questo non è stato possibile. Voglio così onorare la loro memoria con questo mio tributo.

Vorranno dimenticarvi, vorranno che io dimentichi, ma non posso e non lo farò. Questa è la mia promessa a voi a tutti voi.

Vera Brittain

lunedì 16 gennaio 2017

Soldato ALLOCCO Francesco




63° Fanteria Brigata Cagliari

Nato a Marene (CN) l'8 Marzo 1895
Morto Quota 111  il 20 Luglio 1915
Sepolto-----




Note Storiche:

20 Luglio 1915, il 63° fanteria della Brigata Cagliari si trova a fronteggiare le posizioni di Quota 112-111 la Brigata è elle dipendenze della 20^ Divisione, la II^ battaglia dell'Isonzo è iniziata da due giorni, il soldato Allocco era in forza alla 5^ Compagnia II° battaglione, seguiremo le vicende di questa giornata di questo reparto.
Alle ore 4.10 veniva Comunicato dal Comando di Brigata al Comandi del 63° che i corpi riferiscono se sono stati aperti i passaggi nei reticolati o se sono in grado di farli facilmente in modo da poter avanzare appena ne verrà dato l'ordine.
Alle 4.35 con un successivo fonogramma si comunicava che a senso di equivoci confermo che, mentre tutto dovrà essere come predisposto, l'avanzata dovrà avvenire non appena ne sarà dato l'ordine del Comandante di Divisione. 
Il Reggimento alle 4.30 intanto comunicava: le novità  durante la notte erano che la truppa sta consumando il rancio calco. (l'ultimo di Allocco). D'innanzi al reticolato del 63° vi erano due brecce. E' necessario che il gruppo Pironi apra il fuoco da quota 92 contro trincee nemiche, subito dopo il Reggimento attaccherà e mi auguro con risultato efficace.
Tutta la notte ha continuato il fuoco di fianco al trincerone occupato parzialmente  dal 39° fanteria.
Alle 6.25, il Comando del II° Battaglione, al quale il Comandante del Reggimento aveva notificato le comunicazioni avute dal S.Tenente Benvenuti riferiva quanto segue: << Non metto in dubbio l'occupazione del trincerone per parte del 39° e 47° che da dove sono l'osserviamo, ma il fuoco d'infilata persiste, tanto che questo ha causato due feriti.
In questo momento è giunto un  Tenente  d'Artiglieria per vedere le trincee di quota 111 che dovrà battere e mi ha detto che poi andrà al 64° e che finalmente aprirà il fuoco.
Da esplorazioni fatte fare sul fronte fin contro quota 11, i trinceramenti sono occupati fortemente>>.
Gli obbiettivi da raggiungere nell'attacco comunicati dal Comando di Divisione alla Brigata Cagliari erano: quote 100-118-111 fino a quota 142. 
Alle ore 9.05 il Comando del II° Battaglione comunica al Comando quanto segue: << In questo momento l'artiglieria medio calibro ha iniziato il tiro contro i reticolati, avvertire che esso è corto e un po spostato a destra. Tira quasi sulle nostre vedette>>
Alle  9.20 lo stesso Battaglione riferiva che il collocamento dei tubi è fallito poiché sul ciglio dei reticolati era distesa una densa catena di nemici, che ha accolto i collocatori con vivo fuoco. 
Alle 10.40 il Comando del II° Battaglione comunica che il tiro dell'artiglieria di medio calibro, continua ad essere sempre corto e batte sulle nostre vedette avanzate, Decorre che sia allungato di 100 metri. Mentre quello delle batterie da campagna è giusto.
Nel frattempo alle ore 10.50 si ha notizia che il 39° fanteria occupa sempre le posizioni di questa mattina dove si è rafforzato. Il nemico continua a molestare dalle trincee retrostanti dove si è rifugiato. Il Comando del 39° aspetta l'ordine per avanzare.
Ma il Comando del 64° ha fatto le seguenti comunicazioni: << Davanti a noi esiste un reticolato che impedisce l'avanzata (circa 200 metri avanti). I militari del genio ieri sera abbandonarono i tubi di gelatina, poiché oggetti a  intenso fuoco nemico. Chiunque si affaccia sul ciglio della posizione è colpito.
La nostra posizione non solo è di difficile mantenimento, ma non ci permette l'avanzata.>>
Alle ore 11.25 viene inviato al Comando del 63° Fanteria il seguente fonogramma:
- L' artiglierie di medio calibro dovranno aprire il fuoco sull'estrimicità destra del trincerone e lo continueranno fino alle ore 13.-
Alle ore 13 i battaglioni di 1^ linea dovranno avanzare senz'altro sui loro obbiettivi.
Alla stessa ora la 14^ Divisione avanzerà sul Monte Sei Busi e la 19^ sui suoi obbiettivi.
Alle ore 12 due plotoni della 8^ Compagnia del II° Battaglione comandati da Ufficiali, sono già sul fronte di quota 111 con gli esploratori per scegliere il punto dove proteggere i collocatori di tubi esplosivi ed inviare dove è più conveniente fare l'apertura sui reticolati.
Intanto alle ore 13.10 il Comandante del 63° Fanteria (Col. Simoncelli) inviava al Comando del II° Battaglione il seguente ordine: << Non faccia assolutamente retrocedere alcuno, avanzi ad ogni costo>>. Il Comando d'Armata aveva ordinati che l'attacco della Brigata avvenga con tutta l'energia di cui è capace. Avanzi a qualunque costo con linee sottili, successive finché il battaglione arrivi alla baionetta sulle trincee.
Codesto Battaglione avanzi decisamente, risolutamente, il IV^ Battaglione segue immediatamente in rincalzo.
(Come si è capito quindi , il Battaglione del Soldato Allocco sarà quello che per primo andrà all'assalto in condizioni di difficoltà estrema, con il reticolato nemico pressoché intanto, con i tiri d'infilata proveniente dai fianchi).
Il II° battaglione intanto era giunto con la prima linea formata dalla 5^ e 8^ compagnia a circa 120 metri dai reticolati nemici. Tale prima linea si era arrestata in una leggera depressione, precedente un ciglio da cui mediante uno spalto affatto scoperto è battuto frontalmente e d'infilata a destra e a sinistra dal fuoco nemico si accede ai trinceramenti di quota 111.
La 6^ e 7^ compagnia in 2^ linea si trovano a pochi metri di distanza dalla 6^ e 8^ a loro immediato rincalzo. Tale formazione viene adottata per potere abbracciare il fronte del reticolato di quota 111.
Nel frattempo il Comando di Brigata chiedeva se l'attacco aveva avuto l'impulso voluto, cosa che avvenne.
Le compagnie attendevano ancora che i collocatori di tubi esplodenti compiano l'opera loro per poter procedere all'avanzata e quindi all'assalto, alle ore 15 il Comandante della Brigata Cagliari inviava la seguente comunicazione:<<Malgrado le assicurazioni ricevute non si vede ancora dopo oltre un'ora che venne ricevuto l'ordine alcun reale impulso nell'avanzata del Reggimento mano qualche pattuglia. I Comandanti si mettano alla testa dei rispettivi reparti e diano quell'impulso che evidentemente manca. Si deve avanzare a qualunque costo per gli ordini perentori e assoluti dei Comandanti superiori- Ne va del buon nome della Brigata>>.
Alle ore 15.15 lo stesso Comandante di Brigata telefona al Comando del 63°:
<< A scarso di ogni equivoco le ripeto l'ordine verbale portatole dal S. Tenente Sig. Demitry di prendere il Comando del Reggimento e di avanzare con l'intero Reggimento sull'obbiettivo assegnatole a scaglioni successivi continuamente susseguitesi a brevissimi intervalli in modo che l'attacco riesca a qualunque costo. Assicuri immediatamente>>
Alle ore 15.30 il Comandante del II° Battaglione avvisa il Comandante del Reggimento che i collocatori di tubi e i plotoni di scorta non hanno potuto assolvere il loro compito per il fuoco violento ed efficace del nemico. Inoltre il prelato Comandante soggiunge che il reticolato è intatto e le trincee di quota 111 fortemente occupate dai nemici con tre mitragliatrici bene appostate e blindate.
Alle 15.40 il Comandante del 63° rispondeva al Comandante della Brigata Cagliari :
<< Sono in prima linea col Reggimento reticolati intatti; mia truppa si difende. Occorre fuoco di artiglieria per tagliare i reticolati.>>
Il Comandante di Brigata aderisce alla richiesta, e l'artiglieria di medio calibro comincia nuovamente a battere i reticolati.
Alle 16.10 il Comandante di Reggimento ne da avviso al Comandante del II° Battaglione con la seguente comunicazione:
<< Adesso artiglieria tira sui reticolati. Appena avrà fatto la breccia avanzi a ondate successive, in maniera che la susseguente oltrepassi e trascini la precedente. Prenda collegamento col 64° fanteria, che mi si assicura sia portato alla stessa altezza codesto Battaglione, ma che salvo pattuglie non si vede.>>
Dopo ciò il Comandante del Reggimento si portava accanto al Comandante del II° Battaglione, che era fra la prima e la seconda linea del battaglione stesso a metà circa della leggera depressione, la quale antistava pertanto una quarantina di passi sulla seconda.
Insieme al Comandante del II° Battaglione, IL Comandate del Reggimento osservò il tiro dell'artiglieria, e dopo aver scorto che questo aveva prodotto una breccia piuttosto larga circa quattro metri sui reticolati, per quanto i fili più bassi non fossero toccati, ma incurvati ed abbattuti versi il terreno in modo da permettere il passaggio per uno ordinò al prelato Comandante di procedere all'attacco non appena l'artiglieria avesse allungato il tiro e nel medesimo tempo dispone che il IV° Battaglione si schierasse a sua volta su due linee al principio della leggera depressione più volte menzionata, pronto a rincalzare il II° a misura che precedeva verso l'obbiettivo, muovendo con la prima linea non appena quella del II° Battaglione avesse oltrepassato il ciglio più volte citato.
Contemporaneamente alle 16.50 telefonava al Comandante della Brigata Cagliari quanto segue:
<< sarebbe opportuno fare allungare il tiro all' artiglieria per poter iniziare l'attacco della fanteria.
Raccomando però farmi appoggiare dal 64°; il quale è ancora indietro rispetto il 64° il quale è ancora indietro rispetto al 63°, che indubbiamente senza il detto appoggio verrebbe a trovarsi in eretica posizione.>>
Alle ore 18 ordinava al I° Battaglione di mandare innanzi a gruppi due compagnie e di distendere le altre due a quota 112 per collegare il 63° reggimento con il 39°.
Il Comandante del Reggimento fa disporre le prime due compagnie del 1° Battaglione subito dietro e ad immediato rincalzo del IV° Battaglione.. Più tardi ordina che le altre due compagnie del I° a quota 112 raggiungano le prime due dietro al II° Battaglione.
Le trincee nemiche sul fronte hanno tracciamento a festoni.
Mentre la prima linea del II° Battaglione è appostata al ciglio predetto, dove già subiva perdite specialmente per tiro d'infilata ed era pronta a muovere non appena l'artiglieria avesse allungato il tiro, viene fatto segno ad alcuni colpi delle nostre batterie dell'Isonzo, che producono in essa alcune perdite.
Il Comandante del Reggimento ne avverte subito il Comandante della Brigata pregandolo di far cessare il fuoco di dette batterie il che viene eseguito immediatamente.
Per ordine del Comandante di Battaglione viene presto ripresa l'avanzata a gruppi che, successivamente riescono ad andare  ad attestarsi al salto sottostante il reticolato completamente defilati dal fuoco di fronte.
La 2^ linea segue il movimento della prima rincalzandola.
Al salto la truppa si alza per sparare e si abbassa per ripararsi, ma ciò nonostante le perdite sono notevoli sia negli Ufficiali che nella truppa, tanto del II° Battaglione quanto nel IV°, che si accinge a rincalzare il precedente.
Tuttavia il Capitano Dellacà Comandante della 5^ Compagnia (Morirà anche lui in questo giorno) , da qui l'ala sinistra fronteggia l'unica apertura, fatta nel reticolato in obbedienza, agli ordini perentori e tassativi ricevuti, alla testa della Compagnia inizia il passaggio nel reticolato con parte di questa protetta dal fuoco del Battaglione.
Così lentamente penetra circa mezza compagnia, si apposta con le spalle al reticolato, fronteggiando i nemici da quel lato.
In questo momento l'azione del fuoco raggiunge il suo massimo sviluppo e vi contribuiscono con tiri d'infilata anche da parte dei difensori di quota 118.
Sotto tiro d'infilata, unito a quello falciante delle mitragliatrici, che in questo momento raggiunge la massima efficacia anche per l'avanzata a linee successive degli altri Battaglioni del reggimento a rincalzo del II°, impedisce all'6^ Compagnia di proseguire il movimento d'ingresso nel reticolato, alle altre Compagnie di prima linea sotto al salto di eseguire un movimento di fianco da destra verso sinistra essendo da quella parte l'unica breccia, a ella linee successive degli altri Battaglioni di raggiungere il reticolato, tanto più che in questa fase i difensori della parte orientale del trinceramento
in numero rilevante abbandona il trinceramento stesso portandosi sul reticolato per eseguire un fuoco più efficace sugli attaccanti defilati dal salto in questione.
Il Capitano Dellacà compreso del momento difficile fa recapitare al Comandante del II° Battaglione il seguente avviso: << Sono oltre il reticolato, posizione 8^ Compagnia insostenibile, sono falciato di fronte e di fianco; molti cadono; propongo di ripiegare.>>
Subito dopo il Capitano è ucciso ed il S.tenente Coda ferito al braccio.
Sono inoltre caduti anche il Tenente Rolando, il S. Tenente Toledo e il S.Tenente Narni Mancinelli.
Numerose pure sono le perdite della truppa, più di 40 morti e di 200 feriti.
 Vengono in serata vista la situazione urgentemente dei rinforzi in quanto la situazione è difficilissima
molti Ufficiali sono caduti e la truppa male si regge e avanza a stento per mancanza di capi.
<<Urgono rinforzi ho tutto il Reggimento impegnato>> , così comunica il Colonello Simoncelli.
Giunge ben presto un Battaglione del 64° a cui il Comandante del 63° ordina di prolungare l'ala sinistra del Reggimento in modo di collegare quest'ultimo col 39°.
Visto l'ostinata resistenza del nemico, che pur avendo subito nettamente molte perdite non accenna affatto a cedere per effetto di rincalzi che indubbiamente riceve da tergo; considerate la condizioni del Reggimento il quale già scarso di quadri a aveva fra di essi nella giornata subite molte perdite, tenuto conto della non sufficiente collaborazione alle ali, nel sopraggiungere della notte della stanchezza della truppa da vari giorni impegnata, il Comandante del Reggimento, sentito anche il parere del Comandante del II° Battaglione, decide di mantenere il terreno conquistato rafforzandovisi, fino al ciglio che precede lo spalto di quota 111, con due Battaglioni il I° e IV°, e facendo ripiegare per le ali a piccoli gruppi le compagnie del II° Battaglione, le quali approfittando dell'oscurità possono eseguire senza sensibili perdite il movimento e portarsi subito dietro agli altri due Battaglioni del Reggimento.
Il reggimento alla fine della giornata conterà 53 morti tra Ufficiali e Truppa



Il Capitano DELLACA' Eugenio




Notizie del Soldato Allocco tratte dal libro di Mauro Allocco "Francesco Allocco - Da Cavallermaggiore al fronte dell'Isonzo"

Francesco Allocco, figlio di Matteo (1845-1933) e di Giovanna Garesio (1861- 1915), entrambi originari di Bra, nacque 1'8 marzo 1895 a Marene, al numero 13 di Contrada Mondini, lungo la vecchia Strada Reale in direzione di Fossano, dove la famiglia si trovava nell'ambito degli spostamenti alla ricerca di un'occu-pazione nel lavoro dei campi. Nell'atto di nascita entrambi i genitori si dichiarano contadini. Era il settimo di sei fratelli e di quattro sorelle, almeno fra quelli che si ricordano per aver raggiunto l'età adulta'. Successivamente, la famiglia si trasferì a Cavallermaggiore, a Porta Sottana, in una casa rurale situata nel vicoletto senza nome dopo vicolo Cambio, sulla sinistra verso Racconigi, che fu abitata dal fratello Bartolomeo fino agli anni Settanta del secolo scorso e venne in seguito demolita.

Francesco Allocco è chiamato a prestare servizio presso la Brigata Cagliari, comandata nel periodo di guerra di nostro interesse dal Maggiore Generale Giacomo Desenzani, 63° reggimento fanteria, comandato dal Colonnello Antonio Si-moncelli, 5a compagnia.
Alla Brigata Cagliari appartiene anche il 64° reggimento fanteria. La Brigata Cagliari, costituita il 1° agosto 1862, con sede in tempo di pace a Salerno, è espressione del multiregionale esercito post-unitario e recluta i suoi uomini nei distretti di Alessandria, Ancona, Cremona, Cuneo, Firenze, Girgentí (Agrigento), Milano, Perugia, Sacile e Sassari.
La partenza per la leva È l'inizio del 1915, all'approssimarsi del compimento dei vent'anni, quando il. nostro soldato lascia Cavallermaggiore  che non rivedrà mai più  con destinazione Genova, dove si imbarca per Napoli. Il viaggio è per lui un'esperienza tutta nuova, anche se la nave non è certamente uno di quei transatlantici che descrivevano i parenti partiti per l'Argentina:
"dopo un lungo e sofferente viaggio durato 5 giorni e 5 notti sono arrivato felice, mente a Salerno. Si siamo imbarcati a Genova e Navigammo 4 giorni e quattro notti soppra un brutto piroscafo piccolo e sporco cioè sudicio e tempo non compagnando ancora non mi ha piaciuto niente. Partendo da Genova siamo navigati fino a Livorno bella e Grande città ma miserabile".  

Una delle ultime cartoline scritta il 16 Luglio 1915 pochi giorni prima della sua morte:

CARTOLINA POSTALE PARTITA DAL FRONTE IL 16 LUGLIO 1915, GIUNTA A CAVALLER-MAGGIORE IL 19 LUGLIO 1915
Carissimi Genitori.
Vengo al riscontro delle vostre lettere di tanto tempo in aspettativa, e ricevute una il giorno 7 e l'altra il giorno 13, le quali mi fecero molto piacere le vostre notizie così potete sperare di me. Intanto vi dico che forse lo sapete già, che il mio amico Negro è stato ferito in un piede, quindi addesso si trova all'ospedale ed io grazie a Dio sto bene, e godo una perfetta salute per addesso. Quando mi scrivete mi fate sapere se avete ricevuto la mia lettera spedita il giorno otto e se avete pagato a riceverla. Altro non mi resta di salutarvi tutti di cuore, sono il vostro figlio Francesco  



Non si conosce la sepoltura del Soldato ALLOCCO, è molto probabile che si trovi sepolto tra i 60000 ignoti al Sacrario di Redipuglia






Mappa con indicata la quota 111 obbiettivo degli attacchi del 20 Luglio del 63° Fanteria:




Per la realizzazione di questo post ringrazio Mauro Allocco













 







lunedì 9 gennaio 2017

85^ COMPAGNIA Mitragliatrici



85a Compagnia Mitragliatrici  Saint-Etienne Mod. 1907F




 Soldato CARRER Ettore
Nato a Salgareda (TV) il 19 Gennaio 1895
Disperso a Quota 50 il 4 Settembre 1917

Soldato LENZI Giovanni
Nato a Barga (LU) il 15 Ottobre 1891
Disperso a Quota 50 il 4 Settembre 1917

Soldato PETTENI Giacomo 
Nato a Borgounito (BG) il 29 Maggio 1891
Disperso a Quota 50 il 4 Settembre 1917

Caporale ROSMINI Michele 
Nato a Casarano (LE)  il 10 Settembre 1890
Disperso a Quota 50 il 4 Settembre 1917

Soldato ROSSI Pietro 
Nato a Ellera (SV) il 19 Novembre 1890
Disperso a Quota 50 il 4 Settembre 1917

Soldato SEREN Iginio 
Nato a Sant'Urbano (PD) il 6 Gennaio 1887
Disperso a Quota 50 il 4 Settembre 1917


Ho voluto pubblicare questo post in onore di questi sei soldati dispersi  il 4 Settembre 1917 a Quota 50
L'ho fatto perchè oggi di loro non rimane nulla: non ci sono foto, loculi, storie personali.
Facevano parte dell'85 Compagnia Mitraglieri Saint- Etienne, assegnata alla 2^ Divisione.
e le loro armi  della compagnia il 4 Settembre erano posizionate nella Quota 50, una quota a metà costa nel Vallone di Brestovizza a est tra Komarie e sotto il costone di Selo oltre quota 219.
La quota 50 era stata conquistata con gravi sacrifici e mantenuta dopo gli assalti svoltosi nell'XI^ battaglia dell'Isonzo.
Il giorno 4 Settembre alle ore 5 cominciò un violento fuoco di artiglieria avversaria su tutto il settore del XXIII dove fu sferrato un attacco verso le posizioni delle q.146 bis e 145 Nord. Furono compiuti notevoli contrattacchi, battuti dall'artiglieria Austriaca.
Le posizioni di quota 50 battute continuamente dal fuoco non cedettero, nonostante le gravi perdite, tra queste ci furono anche quelle dei sei soldati dell'85^ Compagnia.
Alla fine di questa controffensiva Austriaca furono perdute  quasi tutte le posizioni conquistate nel corso della precedente offensiva, rimase invece ancora in mano Italiana la Quota 50.
Questi 6 soldati come altri loro compagni furono molto probabilmente sepolti sul posto e poi i loro resti recuperati per poi essere oggi sepolti tra i sessantamila ignoti al Sacrario di Redipuglia.

  

Nella mappa segnata la posizione di Quota 50





Veduta del Costone di Selo con indicata la Quota 50 e il paese di Selo visti dalla strada di Komarie-Brestovica.







   

 

venerdì 30 dicembre 2016

Caporale DELLA MARTERA Augusto




121° Fanteria Brigata Macerata

Nato a Pesaro il 25 Giugno 1893
Morto  a Palichisce presso la 19^ Sez. Sanità per Ferite da Combattimento il 15 Agosto 1916
Sepolto al Sacrario di Redipuglia 6° Gradone - Loculo 12040


Note Storiche:

Nel giorno del 15 Agosto 1916, il 121° Fanteria Brigata Macerata era alle dipendenze della 19^ Divisione XIII° Corpo d'Armata. Si trovava posizionato con tutti i tre battaglioni in linea a sud di Opatje Selo - Opacchiasella a ridosso dell'abitato, dove unitamente con la Brigata Ivrea occupava la zona del fonte fino a Nova Vas - Nova Villa.
I reparti in linea erano continuamente tormentati dal nemico con fuoco di fucileria, mitragliatrici e artiglieria che batte anche le seconde linee. Alle ore 9 un proietto di grosso calibro colpisce in pieno il Comando del 121° fanteria, si hanno 20 uccisi e numerosi feriti, tra cui tutto il personale del Comando di Reggimento, compreso l'Aiutante Maggiore in 1^.
Alle ore 11 viene recapitato l'ordine di Divisione per il proseguimento dell'avanzata in cooperazione con le truppe delle Divisioni laterali.
In dipendenza di questo ordine si danno le disposizioni relative; dove la cooperazione con le truppe laterali che avanzano dovrà essere massima, direzione dell'avanzata a sinistra strada Opacchiasella-Castagnevizza; stretto collegamento dei reparti nell'avanzata; graduale impiego dei rincalzi ad ondate. I battaglioni di prima linea, nella pause di tiro della nostra artiglieria e bombarde, dovranno provvedere, con pattuglie ufficiali, alla ricerca di varchi d'irruzione ed agli opportuni spostamenti di truppa in vicinanza di essi.
L'avanzata si inizia energicamente ostacolata però dal tiro nemico a stretto contatto con la Brigata Ferrara che, dopo aver subito gravi perdite è costretta a ripiegare nelle primitive posizioni. Ugualmente le truppe del 121° non possono seguire l'avanzata e seguendo il movimento di ripiegamento della Brigata Ferrara, si arrestano nelle precedenti posizioni.
Nella notte si procede al cambio dei battaglioni, mentre durante la notte vengono inviate pattuglie in esplorazione.
Così conlude il Diario storico della Brigata Macerata (Aussme) del 15 Agosto 1916 



Solo a  quai due  mesi di distanza dalla morte come narra il libro (Le Pallottole sono Matte e Noi Eravamo Peggio degli Uccelli a cura di Paolo Sorcinelli) alla moglie Anna  verrà recapitata una lettera del Cappellano militare del 121°:  «... Il caporale Della Martera Augusto si è spento da forte ricevendo con grande rassegnazione i conforti religiosi. In Sezione visse una quarantina di minuti, durante i quali gli furono prodigate tutte le cure ed attenzioni possibili. Le sue ultime parole furono ai cari lontani che desiderava rivedere, rimpiangendoli e io a confortarlo con parole che il momento suggeriva. Se ne dipartiva senza molto soffrire, sembrando morto, come in natural sonno preso. Fu pietosamente sepolto nel cimitero di Paljkisce: sul tumulo fu posta una croce in legno con una targhetta di zinco, su cui a caratteri chiari e indelebili è inciso il nome e cognome con il grado e reggimento. Di oggetti presso il comando di sezione non c'è nulla; il denaro è stato rimesso per il tramite del Deposito. Rinnovando le condoglianze alla famiglia ...». 

Anna saprà che Augusto è morto alle 11.40 del 15 agosto 1916 (due ore dopo essere stato colpito) per «ferite d'arma da fuoco al torace» in una località impronunciabile e di difficile lettura, Palikjsce, in cui peraltro la brigata «Macerata», secondo l'Ufficio Storico dello Stato Maggiore, opererà soltanto dopo la morte del caporale di S. Pietro in Calibano e precisamente dal 13 al 24 settembre. Questo riscontro ufficiale non farebbe altro che avvalorare la versione che la moglie, a detta delle figlie, aveva in seguito appreso attraverso i soliti canali dei commilitoni del marito, dalle loro lettere a casa e dai loro racconti una volta tornati in licenza: il marito era in realtà morto fra le alture di Oppacchiasella e Nova Vas e solo più tardi sepolto a Palikjsce.

Le ultime lettere scritte da Augusto dalla moglie Anna tratte sempre dal libro Le Pallottole sono Matte e Noi Eravamo Peggio degli Uccelli a cura di Paolo Sorcinelli

Trincea 5.8.1916
 Saluti e baci te e la bambina. Saluti tutti in famiglia dal tuo Augusto Addio

Trincea 7.8.1916
Saluti infeniti a tutti in famiglia,  baci alla Irma e mi dico tuo Augusto Addio
 

Trincea 8.8.1916
Cara Anna vengo darti mie notizie che io mi trovo in buona salute ... 

Trincea 9.8.1916
 Cara Anna rispondo alla tua lettera del 5 ...
 Cara Anna in quando del' orologio che tu mi dici io là mandato ma non sono sicuro se ancora sia venuto in licenza, e lò mandato da un certo Tomassini che sta per andare a Genestreto vicino la croce ossia vicino Cerquillo ma vedrai che se è venuto te lo porta sicuro e tienelo pur te fino che non ritorno io. Non mi alungo altro ... ricordati di me. 

Trincea 12.8.1916 Vengo darti mie notizie che io mi trovo in buona salute ... e noi si va sempre avanti con vitoria. Non mi alungo altro ... 

13.8.1916 Sto bene. Saluti e baci a tutti e bacia alla Irma dal tuo Augusto. Addio Saluti a tutti in famiglia. 

Ultima lettera: 14.8.1916 Ricevuto la tua lettera del 28 e una cartolina godo nel sentire tuo buono stato di salute e cosi altretanto ti posso assicurare di me stesso. Non mi alungo altro ... 

Augusto è il primo di quattro figli di una famiglia di mezzadri di Ginestreto di Pesaro, Quando nasce il 25 giugno 1892, il padre Giuseppe e la madre Angela Fanelli hanno rispettivamente 31 e 25 anni.
Augusto che di professione fa il contadino il 22 aprile 1914 sposa Anna Massa lavandaia, e orfana di padre dall'età di nove anni.
Sposati vanno a vivere in località Torcevia. Il 28 Aprile dell'anno seguente nasce Irma e appena un mese più tardi, Augusto viene richiamato alle armi con il 121° fanteria di stanza ad Ancona.
Rimmarà nello stesso reparto parteciperà alle varie battaglie che il Reggimento ha  preso parte sul Carso fino alla sua morte nel giorno di ferragosto del 1916 nel corso della IV^ battaglia dell'Isonzo

mappa con lo schieramento del 121° fanteria il 15 Agosto 1916 (Aussme)







giovedì 15 dicembre 2016

S.Tenente PORTARENA Mario





13° Gruppo Bombarde 116^ Batteria
Nato  a Roma il 4 Agosto 1896
Morto a Gradisca presso Ambulanza Chirurgica d'Armata nr. 3
Sepolto al Sacrario di Redipuglia 16° Gradone loculo 29980


Decorato di Medaglia d'Argento al Valor Militare 


In commutazione della medaglia di bronzo concessagli con decreto luogotenenziale il 6 agosto 1917
Comandante di una sezione isolata di bombarde, sotto il violento bombardamento nemico durante l'avanzata delle fanterie, risolutamente spostava in avanti i pezzi, dirigendone il movimento con calma ed ardire ammirevoli, fin che cadde colpito a morte da una granata avversaria.
Oppacchiasella, 13 Ottobre 1916



Note Storiche:

Nel corso della IX^ battaglia dell'Isonzo la 116^ batteria Bombarde da 240 apparteneva alla 22^ Divisione XI C.A., ed era posizionata a Nord di Oppacchiasella. Il Sottotenente Portarena non fu colpito da una granata come è descritto nella motivazione della medaglia d'argento, ma bensì da una pallottola di fucile all'addome senza foro d'uscita, trasportato d'urgenza presso l'ambulanza chirurgica di Gradisca n. 3 spirava alle ore 5.30 del 13 Ottobre 1916. Venne poi sepolto nel Cimitero di Gradisca, e poi succesivamente traslato definitivamente al Sacrario di Redipuglia.



Mappa con indicata la zona dov'era posizionata inizialmente la batteria di Portarena:



lunedì 28 novembre 2016

Soldato SERAFINI Arduino




131° Fanteria Brigata Lazio
Nato a Serrone il 29 Dicembre 1887
Morto a Selz (Quota 70) il 23 Luglio 1916
Sepolto al Sacrario di Redipuglia 19 Gradone - Loculo 34508


Note Storiche:
Nel 23 Luglio 1916 il 131° Fanteria della Brigata Lazio, occupa con due battaglioni e dal 1° Gruppo dei lancieri di Novara il settore di Selz che parte dal Valloncello di Selz alla Trincea Paolini compresa.
Nelle prime ore del mattino gli Austriaci lanciano grosse bombe su quota 65 e batte con tiri d'artiglieria le trincee di quota 70 e durante questo bombardamento, il soldato Serafini della 9 ^ Compagnia, verrà  colpito a morte a seguito di schegge di granata, sarà poi sepolto nel cimitero di S. Polo a Monfalcone.


Mappa della zona di Selz della Quota 70:

Foto della Quota 70 ai giorni nostri vista dalla Gradiscata di Monfalcone:




sabato 5 novembre 2016

Soldato TASSI Ernesto





3° Reggimento Artiglieria da Fortezza

Nato a Porto Mantovano il 16 Gennaio 1891
Morto a Mariano il  26 Giugno 1915
Sepolto al Sacrario di Redipuglia Gradone 22 Loculo 39705



Note Storiche:

Il 3° Reggimento Artiglieria da Fortezza con le sue batterie da 149\a si trovava ubicato nella zona del Paese di Mariano nel corso della 1^ battaglia dell'Isonzo, dove batteva con i propri pezzi le linee imperiali del Monte San Michele.
Il Soldato Tassi  scrisse delle memorie di guerra dove  il giorno prima della sua morte le sue ultime righe si trovarono queste frasi:
- Venne il giorno la batteria incominciò il fuoco appena cessata la pioggia, e subito il nemico rispose, ma non avevamo nessun danno perchè i proiettili hanno poco forza nello scoppiare, e ciò è molto per noi. Il Giorno 21 e 22 non si spararono che due colpi. Ma il 23 e 24 Giugno, li posso ricordare come un secondo Solferino e San Martino (si riferisce all'inizio della battaglia), giorni faticosi e pericolosi, immaginare 60000 uomini a fuoco continuo...-
era il 25 Giugno 1915 ore 8,37
Tassi verrà colpito il giorno 26 da una granata nemica la quale oltre a lui verranno colpiti a morte anche i seguenti soldati: D'Ambra Elpidio, De Marco Gerardo, Galletti Ciro, Illica Carlo, Isabella Mariano, Lubrano Eugenio, Massiroli Luigi e Sarropago Francesco.
Tutti vennero sepolti nel cimitero civile di Mariano prima di essere poi successivamente traslati  nel Sacrario di Redipuglia.

Mappa con indicata dala freccia le batterie del 3° Reggimento Artiglieria da Fortezza unicate a Mariano:


venerdì 21 ottobre 2016

Soldato ABRUSCI Antonio




137° Fanteria Brigata Barletta


Nato a Bari il 30 Luglio 1884
Morto a Korite il 9 Ottobre 1917
Sepolto a Redipuglia come ALBRUSI 1° Gradone Loculo 446




Note Storiche:

Il 137° fanteria della Brigata Barletta il 9 Ottobre 1917 apparteneva con la Brigata Pistoia alla
 20^  Divisione XIII° Corpo D'Armata e si trovava in linea presso la zona di Korite.
Il giorno 9 Ottobre l'intero Corpo d'Armata fu interessato nel corso della giornata iniziato dal mattino da un vivace e continuo tiro nemico sulle linee rintuzzato da nostre raffiche di artiglieria da campagna e di pesanti campali; nel pomeriggio l'artiglieria nemica esegue tiri d'interdizione sulla zona Korite-Selo cui fu risposto con tiri di rappresaglia sulla Klachkuppe e sui rovesci di quota 246.
Il soldato Albrusi fu colpito alle ore 9 del mattino da una granata che gli procurava  un ampia ferita all'addome dove gli procurava la morte, fu poi sepolto come altre suoi commilitoni nella Dolina Oblunga, dove rimase prima di essere trasferito prima al cimitero di S.Elia a Redipuglia e infine nel Sacrario dei centomila di Redipuglia dove pero' finì causa la trascrizione errata del suo nome durante l'esumazione dalla tomba originale con il Cognome di ALBRUSI come si vede nella foto sotto del loculo.








Quello che scrisse il nipote Francesco Signorile nel suo blog dove descrive la ricerca del figlio del padre, ricerca che purtroppo causa il nome errato allora fu vana:

Ciao, Antonio Abrusci.

So poco di te, so solo che eri il papà di mio nonno materno, Giovanni, e che eri emigrato negli USA dalla natia Puglia.
Quando gli USA decisero di entrare in guerra decisero di chiamare alle armi per primi i propri cittadini di origine italiana, e allora tu decidesti di tornartene in Patria, perché se dovevi combattere volevi farlo con le insegne del Regio Esercito Italiano, e non sotto altri colori. 
Fosti militarizzato direttamente sulla nave che ti portava in Italia, e quando sbarcasti eri già a tutti gli effetti un soldato delle forze armate italiane. 

Fosti subito buttato sulla linea del fronte, da qualche parte, sul Carso, sull'Isonzo, sulla Bainsizza, non lo so... 
Fosti colpito al palato, si tramanda la storia, non so quando, non so dove, forse una scheggia, forse una pallottola diretta, non si saprà mai, ma non moristi subito, fosti ricoverato all'ospedale da campo, tuo cognato Gerolamo fece a tempo a venirti a trovare qualche giorno dopo, a vederti vivo. 
L'ultima persona a vederti vivo. 
Tanti anni dopo tuo figlio (mio nonno) salì lassù fino a Redipuglia, insieme con la moglie Irene (mia nonna), suo genero (mio padre, allora capitano dell'artiglieria semovente a Udine), sua figlia (mia madre) e il figlio minore, che portava il tuo stesso nome, Antonio (mio zio), che era allora militare a Cormons. 
Forse c'ero anch'io, piccolino, appena nato, ma non lo posso ricordare...
Mio nonno cercò invano disperatamente il tuo nome, tra i tanti PRESENTE che formano l'imponente e malinconica scalinata di quel Sacrario immenso. 
Ma il tuo nome non c'era. Il tuo nome non c'è. 
Sei sepolto da qualche parte, chissà dove, in una qualche fossa comune presumo... Mio nonno aveva cinque, sei anni quando lo lasciasti orfano. 
Questa foto è l'unica traccia di te che resta sulla terra. La metto qui, così che possa restare per l'Eternità nell'era  telematica di questo mondo moderno che tutto ingoia e tutto dimentica, nella sua frenesia inutile... 
Ciao, di nuovo. 
E grazie. 
A te e a tutti quelli che, come te, sono morti in quell'immane carneficina nell'illusione di farlo per lasciarci un mondo migliore.......


Dolina Oblunga ai giorni nostri:





Mappa della zona di Korite con le linee dopo la fine della XI^ battaglia dell'Isonzo



mappa con indicata la Dolina Oblunga lla fine di maggio 1917 dopo l' X^ battaglia dell'Isonzo si trovava a ridosso della prima linea Italiana:



Ringrazio per questo post il Nipote di ABRUSCI Antonio il Sig. Francesco Signorile
e Federica Delunardo per alcune informazioni importanti.